Calcio, l’assalto del Grifo al Pordenone, sette partite per cercare la gloria 🔴▶ Video

 
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Colpo di scena il Perugia calcio solleva dall'incarico Serse Cosmi

Calcio, l’assalto del Grifo al Pordenone, sette partite per cercare la gloria

da Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – Se il Perugia presenta il peggior attacco della B (fatto salvo il Livorno), una ragione dovrà pure esserci. É vero che all’appello mancano i gol dei centrocampisti e dei difensori, ma anche gli attaccanti non si sono dimostrati, ad oggi, fulmini di guerra. Qualcuno obietterà che Iemmello é capocannoniere della B. Vero, ma il titolo (provvisorio: Pettinari lo segue da presso) si basa, più che ampiamente, sui rigori trasformati.

Serse Cosmi nel discorsetto che, in mattinata, ha rivolto alla “rosa”, dopo aver ricordato che tutti, nessuno escluso, contribuiscono alla costruzione della manovra e al risultato sostanziale conclusivo (la rete) ha rimarcato che quello che non é successo in un campionato intero, può accadere nelle ultime sette giornate. Un modo insomma per scuotere i suoi che, sotto porta, accusano spesso amnesie, disattenzioni, imprecisioni.

Ma basterà Cosmi (che ha al suo attivo già 700 panchine da professionista) a tirar fuori il meglio ai suoi interlocutori, come Socrate riusciva a fare con l’arte della maieutica (la madre del filosofo era una levatrice)? Attendiamo il campo, il luogo per tutti, che incorona o che getta nella polvere.

Pure con i suoi limiti il Pordenone di Tesser (ex grifone) lotta per i quartieri alti – si trova al quinto posto – e, grazie alla sua serenità ed alle sue qualità, cercherà di portare via il massimo dalla trasferta umbra (venerdì in notturna: ore 21).

Pare che Strizzolo, uno dei “pezzi” migliori del team avversario e anche lo squalificato Camporese non siano della partita, ma neanche il Perugia può dormire tranquillo accusando le assenze di Angella, Falcinelli, Gyombér, Di Chiara, dello stesso Vicario.

Dovrebbe, nonostante la stanchezza accumulata al Tombolato, recuperare Rosi, così come rientrano Falasco e Dragomir. Tuttavia il problema dei problemi resta quello di spedire la palla in rete. Anzi i palloni in rete. Il tecnico ha sottolineato con vigore come, nella sua gestione, i risultati siano stati risicati anche quando, per occasioni costruite, si sarebbe dovuto finire la gara con una goleada.

Avranno i biancorossi la forza e l’orgoglio di piegare il Pordenone? Ci vorrebbero Bartolomeo d’Alviano ed i suoi uomini che, per ben due volte, nei primi quindici anni del Cinquecento, violarono le mura della città friulana, tanto che la Repubblica di Venezia, per la quale il condottiero umbro combatteva, lo nominò Signore della città, con titolo da trasmettere agli eredi (come avvenne). Ma il condottiero umbro (che aveva sposato, in seconde nozze, la sorella di Giampaolo Baglioni, Signore di Perugia) disponeva di truppe devote, molte delle quali specializzate da anni di battaglie e di macchine da guerra ossidionali. Ci sarà tra i biancorossi chi saprà scalare le mura avversarie (metafora per il gol) e guadagnarsi la gloria della relativa corona?
Gli amanti del Grifo lo sperano di cuore.

PERUGIA (3-5-2): Fulignati; Rosi, Rajkovic, Sgarbi; Benzar, Falzerano, Carraro, Nicolussi, Mazzocchi; Iemmello, Buonaiuto. A disp.: Albertoni, Nzita, Falasco, Righetti, Kouan, Konate, Dragomir, Capone, Melchiorri. All.: Cosmi.
ARBITRO: Camplone di Pescara

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