Umbria, via al Fondo pubblico per rilanciare l’housing sociale

Umbria, via al Fondo pubblico per rilanciare l'housing sociale La Regione avvia la raccolta di immobili da recuperare e destinare

Umbria, via al Fondo pubblico per rilanciare l’housing sociale

La Regione avvia la raccolta di immobili da recuperare e destinare

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La Regione Umbria avvia il percorso per il Fondo Umbria Social Housing dedicato al recupero di immobili per alloggi calmierati.

Parole chiave
Housing sociale, Regione Umbria, Fabio Barcaioli, Ater Umbria, Fondo Umbria Social Housing

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🏘️ La Giunta regionale dell’Umbria compie il primo passo verso la nascita del Fondo Umbria Social Housing. L’obiettivo è recuperare immobili inutilizzati o da riqualificare, attrarre risorse nazionali ed europee e aumentare l’offerta di abitazioni a canone calmierato senza consumare nuovo suolo.


La Giunta avvia il percorso per il Fondo Umbria Social Housing

La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato la delibera che avvia il percorso per la costituzione del Fondo Umbria Social Housing, uno strumento interamente pubblico destinato a sostenere il recupero del patrimonio immobiliare esistente e ad ampliare l’offerta di alloggi sociali sul territorio regionale.

Il provvedimento rappresenta il primo atto operativo di un progetto che punta ad attrarre risorse nazionali ed europee da destinare a interventi di riqualificazione e recupero di edifici oggi inutilizzati o sottoutilizzati.

Manifestazione di interesse rivolta agli enti proprietari

La delibera dispone la pubblicazione di una manifestazione di interesse rivolta ai Comuni, agli enti pubblici, alle società partecipate, alle fondazioni e agli altri soggetti proprietari di immobili che risultino inutilizzati, parzialmente utilizzati o bisognosi di interventi di riqualificazione.

L’obiettivo è realizzare una ricognizione del patrimonio disponibile, individuando gli immobili che potranno confluire nel futuro Fondo Umbria Social Housing.

Le candidature consentiranno alla Regione Umbria e ad Ater Umbria di valutare le condizioni degli edifici, stimare gli investimenti necessari per il recupero e definire il fabbisogno economico complessivo dell’operazione.

Barcaioli: “Uno strumento pubblico per attrarre investimenti”

L’assessore regionale alle Politiche della casa, Fabio Barcaioli, ha spiegato che la manifestazione di interesse rappresenta il primo passaggio di un percorso destinato a individuare gli immobili da conferire al Fondo e a predisporre il piano sul quale costruire l’intera operazione.

Secondo Barcaioli, la Regione intende dotarsi di uno strumento pubblico capace di attrarre finanziamenti nazionali ed europei e trasformarli in interventi concreti di recupero del patrimonio edilizio esistente.

L’assessore ha inoltre evidenziato come il sistema nazionale orienti sempre più le risorse verso i fondi immobiliari e ha sottolineato la volontà della Regione di arrivare preparata con un modello in grado di governare gli investimenti, valorizzare gli immobili esistenti e incrementare l’offerta di abitazioni a canone calmierato in funzione delle esigenze dei territori.

Piano economico e accesso ai finanziamenti

Le informazioni raccolte attraverso la manifestazione di interesse costituiranno la base per la predisposizione del piano economico-finanziario necessario alla costituzione del Fondo.

Il documento servirà anche per accedere agli strumenti di finanziamento dedicati ai programmi di housing sociale, consentendo di programmare gli interventi in maniera coordinata e sostenibile.

Recupero degli edifici senza nuovo consumo di suolo

La programmazione delle future opere terrà conto del fabbisogno abitativo espresso dai diversi territori e privilegerà il recupero degli edifici già esistenti, evitando nuovo consumo di suolo.

Nella selezione degli immobili saranno valutati anche la vicinanza ai principali servizi e la possibilità di realizzare interventi capaci di restituire alloggi efficienti sotto il profilo energetico, pienamente fruibili e destinati ad ampliare il patrimonio abitativo sociale della regione.

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