Sindacati presidio a Perugia contro la privatizzazione delle Poste

I sindacati temono per la vocazione sociale del servizio postale e la qualità del lavoro

Sindacati presidio a Perugia contro la privatizzazione delle Poste

Sindacati presidio a Perugia contro la privatizzazione delle Poste

Sindacati presidio – Le sei sigle sindacali Slp Cisl, Slc Cgil, Uilposte, Confsal Comunicazioni, Failp Cisal e Fnc Ugl Comunicazioni hanno manifestato a Perugia per esprimere la loro contrarietà all’ulteriore privatizzazione del servizio postale. I sindacati sottolineano che una tale decisione metterebbe a rischio la vocazione sociale di un servizio considerato universale. Gli uffici postali, infatti, rappresentano uno dei pochi presidi istituzionali nei piccoli centri, specialmente in una regione come l’Umbria caratterizzata da un territorio orograficamente complesso.

La diminuzione del personale negli uffici postali sta già causando notevoli disagi, e i sindacati temono che la vendita di ulteriori quote del capitale, attualmente detenute dal Ministero dell’Economia, possa portare alla perdita del controllo pubblico. Questa perdita di controllo pubblico potrebbe compromettere l’interesse a mantenere attivi questi presidi fondamentali nei territori più difficili da raggiungere.

La proposta di privatizzazione si inserisce in un contesto di rinnovo contrattuale che coinvolge circa 1600 lavoratori umbri. La regione conta 258 uffici postali, di cui 191 in provincia di Perugia e 67 in provincia di Terni, oltre a 16 centri che si occupano di recapito e logistica. I sindacati temono che la privatizzazione possa avere ripercussioni negative non solo sul servizio offerto ai cittadini, ma anche sulle condizioni lavorative del personale coinvolto.

Secondo le organizzazioni sindacali, la presenza capillare degli uffici postali nei piccoli centri urbani è fondamentale per garantire servizi essenziali ai residenti, spesso anziani o con difficoltà di mobilità. La privatizzazione, puntando a una logica di profitto, potrebbe mettere in secondo piano l’importanza di questi servizi per le comunità locali.

Durante il presidio, i sindacati hanno ribadito l’importanza di mantenere un controllo pubblico sul servizio postale per garantire la continuità e la qualità del servizio, soprattutto in una regione come l’Umbria, dove la conformazione del territorio rende difficile l’accesso a servizi essenziali. Hanno inoltre espresso preoccupazione per le implicazioni del rinnovo contrattuale in corso, che potrebbe risentire negativamente delle dinamiche di privatizzazione.

I rappresentanti sindacali hanno invitato il governo a riflettere attentamente sulle conseguenze di una tale scelta, sottolineando che il mantenimento del controllo pubblico è essenziale per preservare la funzione sociale del servizio postale e per assicurare condizioni di lavoro dignitose per i dipendenti del settore.

In conclusione, le sei sigle sindacali continueranno a vigilare e a mobilitarsi contro qualsiasi tentativo di privatizzazione che possa minare la qualità del servizio postale e la sua accessibilità per i cittadini umbri.

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