Sfruttamento in agricoltura: continua l’attività di sindacato di strada

Sfruttamento in agricoltura: continua l'attività di sindacato di strada

Sfruttamento in agricoltura: continua l’attività di sindacato di strada

A bordo di un furgone nelle campagne dell’Umbria per incontrare lavoratrici e lavoratori agricoli, verificare le loro condizioni di lavoro, offrire informazioni e sostegno e far emergere eventuali casi di sommerso e illegalità: continua l’attività di sindacato di strada della Flai Cgil dell’Umbria che, nell’ambito del progetto Diagrammi Nord (Diritti in agricoltura attraverso approcci multistakeholder e multidisciplinari per l’integrazione e il lavoro giusto), sta “battendo” il territorio e contattando numerosi lavoratori agricoli impegnati in questo periodo nel duro lavoro nei campi.

“Ieri abbiamo coperto la zona da Marsciano fino a Montefalco, incontrando soprattutto lavoratori impegnati nella raccolta dei meloni e nella potatura delle viti – spiega Michele Greco, segretario generale della Flai Cgil Umbria, accompagnato nell’attività di sindacato di strada dall’intera segreteria (Silvia Pansolini, Paolo Sciaboletta, Gianluca Menichini, Marco Carta e Luca Turcheria) – Abbiamo preso contatti e distribuito materiale informativo sui loro diritti, insieme a mascherine anti-covid e altri strumenti utili – continua il sindacalista – I lavoratori che abbiamo incontrato erano tutti stranieri, provenienti per lo più dal Gambia e dal nord Africa, tutti comunque contrattualizzati e questo è un dato certamente positivo”.

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Oggi l’attività del sindacato di strada si è spostata nell’area del Trasimeno e nei prossimi giorni proseguirà nelle altre zone agricole della regione: “Sappiamo che purtroppo l’Umbria non è immune da fenomeni di sfruttamento che possono sfociare anche in casi di vero e proprio caporalato, come abbiamo potuto constatare nei mesi scorsi nella nostra attività sul campo – conclude Greco – riteniamo dunque fondamentale proseguire questa attività di monitoraggio sul territorio e soprattutto di contatto diretto, per informare e formare i lavoratori sui loro diritti, ma anche per creare percorsi di inserimento lavorativo legale attraverso la collaborazione delle parti datoriali”.

 
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