Scegliamo la vita, manifestazione a Roma, c’era il senatore Simone Pillon

Scegliamo la vita, manifestazione a Roma, c'era il senatore Simone Pillon
Sen. Simone Pillon

Scegliamo la vita, manifestazione a Roma, c’era il senatore Simone Pillon

Oggi in piazza con migliaia di mamme, di papà, di bambini, di famiglie, di amici. La maggioranza silenziosa, il #popolodellavita che manifesta pacificamente la bellezza della vita umana sempre, dal concepimento alla morte naturale. Negli Stati Uniti stanno tornando indietro cancellando leggi inique e riconoscendo i diritti dei bambini fin dal concepimento.

È ora di farlo anche da noi, sostenendo sempre la vita nascente, le mamme e i papà. Non siamo contro nessuno, ma per la vita di tutti.
#scegliamolavita. Così il sen. Pillon a margine della manifestazione “scegliamo la vita” in piazza san Giovanni a Roma.

Sotto lo slogan “Scegliamo la vita” con tanti palloncini colorati Bianchi e Rossi, migliaia di persone hanno dato vita alla manifestazione nazionale “Scegliamo la vita“, promossa da associazioni come Pro Vita e Famiglia e Family Day in piazza della Repubblica contro eutanasia, aborto e inverno demografico.

Celebrare la bellezza e la dignità della vita umana

Sigliamo per le strade di Roma per celebrare la bellezza e la dignità della vita umana, dalla custodia della quale discendono tutti i diritti della nostra civiltà – spiega all’ Agenzia nazionale di stampa associata uno dei portavoce, Massimo Gandolfini -. C’ è un popolo che vuole lanciare all’ Italia la sfida della speranza in un’ epoca segnata dalla disperazione e dalla cultura mortifera dello scarto, che abbandona anziani, disabili, malati e mamme con gravidanze difficili“.

Foto Adnkronos

“Gli esponenti politici li abbiamo tutti avvisati ma – continua Gandolfini – abbiamo messo bene in chiaro che questa non è una manifestazione politica o di partito non ci saranno striscioni di quel genere però abbiamo detto a tutti che se personalmente vogliono partecipare sono i benvenuti. Per quanto riguarda la Chiesa – aggiunge – ormai si sa dappertutto che sono stato in udienza col Papa, al quale ho espresso la volontà di questa manifestazione già in febbraio, lui ha detto la sua totale condivisione e mi ha dato la sua benedizione”.

La manifestazione nasce sotto lo slogan Scegliamo la vita

La manifestazione nasce sotto lo slogan Scegliamo la vita perché vogliamo lanciare un messaggio chiaro che chiunque può comprendere, scegliere la vita significa investire su qualcosa che è bene per la persona, per la famiglia e per il paese intero. Vogliamo contrastare tutte quelle derive legislative, normative che invece feriscono, annullano la vita dal concepimento alla morte naturale”.

“Noi siamo qui per ribadire il diritto dei bambini di venire al mondo, loro non possono chiederlo. Lo facciamo in modo pacifico, cantando e ballando insieme a tanti giovani”. Lo ha detto all’Adnkronos Andres Bonello, tra i sacerdoti argentini della Congregazione missionaria Istituto del Verbo Incarnato che durante il corteo

Ha detto Gandolfini: «Faccio riferimento alle leggi che favoriscono l’ aborto, favoriscono il suicidio assistito, l’ eutanasia, la morte volontaria e quella medicalmente assistita che è un assurdo solo pensarlo. Perché questo messaggio oggi? Perché in questo momento? Innanzitutto perché è maggio e ci ricordiamo che fu il 22 maggio 1978 il giorno in cui fu approvata la legge sulla interruzione volontaria della gravidanza».

“E poi – continua – questo momento è significativo, in Italia si sta per affrontare il tema del fine vita attraverso appunto questo disegno di legge che introduce il suicidio assistito. Noi vogliamo dimostrare che il popolo della vita c’ è, che non è assolutamente d’ accordo, che noi prendiamo in carico le persone che soffrono e che la risposta alla sofferenza non è la morte ma è l’ accudimento, è la medicina palliativa, è l’ applicazione della legge 38 del 2010. È bene che il pubblico sappia che questa legge approvata nel 2010 è stata finanziata per il 20 per cento, l’ 80 per cento è stata totalmente dimenticata. Beh, vogliamo che, se vogliamo essere davvero un Paese civile, la prima cosa da fare è proprio quella”.

 

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