Risparmio, umbri vedono futuro incerto e proteggono le loro risorse

Inflazione, crisi energetica e un quadro generale complesso

Risparmio, umbri vedono futuro incerto e proteggono le loro risorse

Risparmio, umbri vedono futuro incerto e proteggono le loro risorse

Risparmio – Inflazione, crisi energetica e un quadro generale complesso si fanno sentire nella visione che gli umbri hanno del futuro economico. Secondo l’Osservatorio Sara Assicurazioni, infatti, pensando ai propri risparmi gli abitanti dell’Umbria esprimono sensazioni di preoccupazione e incertezza (37%), in alcuni casi anche di timore (18%). A queste, però, si affianca una quota che guarda al futuro con maggiore tranquillità grazie alla sua situazione economica (27%).

Scendendo nei dettagli, la ricerca evidenzia che per ben 7 umbri su 10 la gestione dei soldi e risparmi è diventata una vera e propria fonte di stress, che si acuisce di fronte a mercati turbolenti, così come a ridotte risorse personali o a spese ingenti.

  • Pensando ai propri risparmi gli abitanti dell’Umbria esprimono sensazioni di preoccupazione e incertezza (37%), in alcuni casi anche di timore (18%)
  • Per ben 7 umbri su 10 la gestione dei soldi e risparmi è diventata una vera e propria fonte di stress, che si acuisce di fronte a mercati turbolenti
  • Se più di uno su quattro (29%) non investirebbe, preferendo tenerli sul conto corrente, non manca chi si dice propenso a considerare forme di investimento. Le più gettonate sono quelle di medio-lungo periodo, dai fondi pensione (24%) alle polizze vita.

Di più: l’emotività condiziona in modo rilevante le percezioni e i comportamenti in materia di risparmio. Sono quasi uno su due (45%), infatti, gli umbri che dichiarano di fare fatica a controllare le reazioni emotive di fronte agli accadimenti finanziari e ai trend dei loro risparmi, trovandosi così in più casi ad agire d’impulso e senza riuscire a farsi un quadro chiaro e informato.

Una condizione senza dubbio legata a una cultura finanziaria notoriamente non eccellente nel nostro Paese, ma che risente anche della complessa congiuntura che stiamo vivendo.

Ma cosa farebbero gli abitanti dell’Umbria con i loro risparmi? Se più di uno su quattro (29%) non investirebbe, preferendo tenerli sul conto corrente, non manca chi si dice propenso a considerare forme di investimento. Le più gettonate sono quelle di medio-lungo periodo, dai fondi pensione (24%) alle polizze vita nella loro duplice declinazione di polizze di risparmio e accumulo (14%) e polizze che tutelano la famiglia dagli imprevisti che possono mettere a rischio il patrimonio (17%). Un ulteriore 12% guarda al mattone.

Se un 20% farebbe da sé, il 67% si affiderebbe a un consulente specializzato così da limitare il più possibile il fattore emotivo e trovare la soluzione più idonea ai suoi obiettivi e alle sue disponibilità.

“La nostra ricerca evidenzia che, tra chi si dice propenso a considerare opzioni di investimento, la necessità più avvertita è la protezione del capitale (22%), cui seguono i rendimenti in un orizzonte di medio-lungo periodo (13%) – dichiara Emiliano De Salazar, Direttore Vita di Sara Vita  Le soluzioni assicurative permettono di realizzare i propri obiettivi di risparmio andando incontro a questa duplice esigenza e offrendo al contempo flessibilità e in molti casi una fiscalità vantaggiosa. In questa direzione, proprio di recente abbiamo anche aggiornato la nostra proposta previdenziale “Libero Domani” per mettere a disposizione dei nostri Clienti soluzioni sempre più personalizzate ed efficaci.

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