Risorse destinate ai disabili gravi, da Regione stanziamenti crescenti

 
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Diritti persone disabili, basta confronti senza metodo e rispetto

Risorse destinate ai disabili gravi, da Regione stanziamenti crescenti

Nella seduta dedicata al question time, il consigliere regionale Vincenzo Bianconi (gruppo Misto) ha interrogato l’assessore Luca Coletto circa l’attuazione di quanto contenuto nella mozione presentata dal consigliere stesso in tema di “assistenza ai disabili, libertà di scelta e rafforzamento del sistema di protezione sociale”, con cui si chiede di “assicurare a tutte le persone non autosufficienti, senza discriminazioni in termini di disabilità, grave o gravissima, patologie, condizioni ed età, un progetto personalizzato e partecipato che riguardi non solo gli interventi diretti, ma anche azioni di sostegno economico alle famiglie”, temi su cui anche la Commissione Sanità e Servizi sociali dell’Assemblea legislativa ha chiesto l’impegno della Giunta attraverso una proposta di risoluzione approvata all’unanimità. Nell’interrogazione, Bianconi ricorda che “lo scorso 12 gennaio l’Assemblea ha approvato la mozione del presidente Squarta che chiedeva alla Giunta di assicurare ai disabili e non autosufficienti la permanenza nella propria casa, scegliendo tra assistenza diretta o indiretta.

Appare necessario chiarire se e quante risorse sono attualmente erogate dalla Regione a favore di disabili gravi mediante assegni di cura o altre misure equivalenti, chiarendo altresì entro quando e in quali modalità intende attuare gli impegni contenuti nella mozione e specificando quante risorse aggiuntive verranno stanziate dalla Regione nei prossimi tre anni per interventi a favore di persone non autosufficienti al fine di superare la discriminazione tra disabilità grave e gravissima, e come si intende rimuovere gli ostacoli di ordine anche burocratico che impediscono un equo accesso a servizi e misure di sostegno.

Attualmente – ha ricordato Bianconi – le misure di assistenza e sollievo sarebbero differenti a seconda del luogo di residenza del beneficiario, la sua età e la causa che determina la sua disabilità fisica o psichica. Tutto ciò determina, di fatto, ingiuste discriminazioni nel contributo o supporto ricevuto da persone che hanno la stessa situazione fisica o mentale di non autosufficienza, anche se originata da differenti patologie o cause. Tutto ciò è in pieno contrasto con il principio di uguaglianza sostanziale stabilito dalla nostra Costituzione e lede anche il diritto alla salute e all’assistenza.

Ho potuto verificare che al di là delle dichiarazioni di intenti non ci sono state azioni concrete per superare la discriminazione tra disabilità gravi e gravissime. Non possiamo consentire che le conseguenze della pandemia si ripercuotono su persone che già vivono condizioni di grande difficoltà”. L’assessore Coletto ha risposto che “nel 2019 sono stati assegnati 9,8 milioni di euro alle aziende sanitarie territoriali e ai Comuni capofila. A cui si aggiungono 3 milioni di euro di fondi regionali.

Nel 2020 sono stati assegnati 10,6 milioni di fondi nazionali alle aziende sanitarie territoriali e ai Comuni capofila e 4,5 milioni di fondi regionali. Nel 2021 sono stati assegnati fondi nazionali per 9,7 milioni di euro che saranno erogati nel 2022 a seguito della valutazione delle rendicontazioni di aziende e Comuni.

La Regione ha stanziato 3 milioni. Nel prossimo triennio potremo agire in maniera importante per ridistribuire fondi a beneficio dei disabili gravi e gravissimi. Le risorse erogate in base al Prina si basano sul bisogno della persona espresso nel piano assistenziale individuale. La legge nazionale prevede che almeno il 50 percento delle risorse vada alle persone con gravissima disabilità. E la Regione Umbria si attiene a questa previsione. La direzione ‘Salute e Welfare’ sta lavorando all’identificazione di criteri oggettivi per creare una cornice più generale in materia di disabilità.

Altre risorse, oltre quelle del Prina sono stati stanziati fondi per le persone con disabilità grave prive di assistenza familiare: oltre 800 mila euro nel 2019 e 1,1 milioni nel 2020. Per il potenziamento dell’autonomia possibile e la sperimentazione di progetti di vita indipendente sono previsti 4,5 milioni. Per le persone over 65 con accertata disabilità sono disponibili 3 milioni di euro. In materia di inclusione socio-lavorativa sono stati previsti: 1,2 milioni per i disabili più giovani e 2,2 milioni per i disabili adulti.

Per i minorenni con disabilità sono in corso interventi di assistenza domiciliare e scolastica pari a 3,8milioni. Ai Comuni capofila della zona sociale del Trasimeno 715mila euro per le persone con disabilità e 95mila euro per i non autosufficienti”. Il consigliere Bianconi ha replicato che “tra le varie sperimentazioni andrà sollecitata l’adozione degli assegni di cura per i malati gravi, cosa che in Umbria non avviene mentre in altre regioni esso sta dando risultati positivi”.

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