Regione Umbria contraria a Centro accoglienza recupero uomini autori di violenza

inarrestabile aumento del numero dei femminicidi

 
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Regione Umbria contraria a Centro accoglienza recupero uomini violenti

Regione Umbria contraria a Centro accoglienza recupero uomini violenti

L’associazione Margot e l’associazione nazionale Maschile Plurale, promotori in Umbriainsieme al Comune di Perugia, del progettoper la realizzazione del primo centro di accoglienza per il recupero di uomini maltrattanti, sono indignate per la scelta della Regione dell’Umbria di non partecipare all’Avviso pubblico della Presidenza del Consiglio dei Ministri (scadenza 20 aprile 2021) volto a promuove renella cittài nterventi per il recupero degli uomini autori di violenza, con la conseguente impossibilità di dare seguito a quanto ampiamente condiviso sul territorio regionale,  stante il vincolo per le Regioni quali soggetti proponenti del progetto.

Crediamo che l’Umbria abbia così perso un’altra importante opportunità nella prevenzione e contrasto alla violenza maschile contro le donne su cui cresce invece la sensibilità e la comune consapevolezza che a tale emergenza si può rispondere solo con azioni concrete ed efficaci.

L’Umbria è una regione, a differenza di tante altre realtà italiane, che non si è ancora dotata di servizi dedicati e strutturati per il recupero di uomini autori di violenza, né di operatori con una formazione “dedicata” al trattamento del complesso fenomeno della violenza maschile.

Per questo non ci fermeremo eper raggiungere questo obiettivo ci avvarremo di altre misure finanziarie, statali e europee,convinti che il fenomeno della violenza tra i sessi, nella sua complessità, sia un fenomeno organico e strutturale che per contrastarlo non è sufficiente intervenire nel supporto alle “vittime” per sostenere i loro processi di autonomia e fuoriuscita da dinamiche di violenza: è  necessario intervenire anche sui comportamenti degli autori e non solo a posteriori, quando la violenza è compiuta.

  • Come ormai noto, agire sui maltrattanti è la prima prevenzione per una coppia o una famiglia: il maltrattamento causa paura e può risultare in un danno psicologico profondo, può arrecare danni fisici permanenti e addirittura portare alla morte.

Riteniamo quindi che il lavoro di supporto alle donne vittime di violenza e quello con gli autori vadano considerati parte integrante, e non in contrapposizione o in competizione, di un’unica attività di contrasto dello stesso fenomeno, a partiredal bisogno impellente di un mutamento culturale più ampio per eliminare ogni forma di violenza e sopraffazione nelle relazioni di genere.

La violenza maschile possiamo affrontarla aiutando le donne a liberarsi di una relazione violenta e ad uscire dalla violenza subita, ma anche lavorando con gli uomini per prevenire che quella violenza si verifichi o si ripeta: possiamo sostenere le donne in un percorso di autonomia e accompagnare gli uomini a misurarsi con l’autonomia femminile e a non percepirla come una minaccia per la propria identità.

Per questo l’iniziativa intrapresa pone al centro il bisogno estremo di lavorare anche in Umbria su chi agisce violenza e non più solamente verso chi la subisce.E’ doveroso a tal fine evidenziare che il Centro di accoglienza per uomini maltrattanti avrebbe potuto da subito affiancare anche il lavoro delle forze dell’ordine e delle Procure nel valutare i “numerosissimi” casi che vengono denunciati  ma che poi risultano difficili da valutare correttamente.

Come ci dimostra l’inarrestabile aumento del numero dei femminicidi.Tuttavia, al di là dei proclami di circostanza, tutto questo non interessa alla Regione dell’Umbria o quanto meno la questione “violenza” non è tra i suoi impegni prioritari verso la comunità tutta, verso le donne in primo luogo e in applicazionedelle leggi e della  Convenzionedi Istanbul sulla “Prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e contro la violenza domestica”.

Massimo Pici Presidente Associazione Margot

Stefano Ciccone Associazione nazionale Maschile Plurale

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