Regione si occupi dell’impatto sociale della covid pandemia sulle donne

 
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Regione si occupi dell’impatto sociale della covid pandemia sulle donne
Foto di Md. Shazzadul Alam da Pixabay

Regione si occupi dell’impatto sociale della covid pandemia sulle donne

“Tenere alta l’attenzione rispetto al mondo femminile, ai diritti delle donne e alle loro crescenti necessità, date da un’emergenza sanitaria che rischia di sacrificare ulteriori opportunità e spazi di vita personale e professionale”. Lo chiede, rivolgendosi alla Giunta di Palazzo Donini, la consigliera regionale Simona Meloni (Pd-vice presidente Assemblea legislativa). “In questo momento – sottolinea Meloni – la società ha ancora più bisogno dell’universo femminile e del suo naturale senso di protezione verso gli altri, specie nei confronti dei bambini, degli adolescenti e degli anziani in particolare. Servono misure che tengano maggiormente in considerazione questo sforzo, essenziale anche alla tenuta complessiva del sistema di protezione sociale.

IN SINTESI
La consigliera regionale Simona Meloni (Pd-vice presidente Assemblea legislativa), invita la Giunta regionale a “tenere alta l’attenzione rispetto al mondo femminile, ai diritti delle donne e alle loro crescenti necessità, date da un’emergenza sanitaria che rischia di sacrificare ulteriori opportunità e spazi di vita personale e professionale”.

Le stesse linee guida ministeriali hanno evidenziato, recentemente, come sulle donne si sia determinato un maggior impatto rispetto agli effetti sociali dell’epidemia: l’aumento dei casi di violenza domestica e di genere, il crescente malessere psicologico dovuto all’isolamento sociale, le maggiori difficoltà a coniugare gli impegni familiari e lo smart working, arrivando fino alla perdita del lavoro. Sono tutte emergenze – aggiunge la consigliera regionale – che rendono le donne soggetti particolarmente fragili. Servono, dunque, istituti che le tutelino maggiormente, sempre, ed in questa fase così complicata in particolare.

Simona Meloni
Lasciarle indietro adesso sarebbe una colpa ancora più grave. Ci sono aspetti della vita di una donna che non dovrebbero mai essere messi in discussione, come ad esempio quelli legati al diritto alla genitorialità, cercando di mantenere inalterato il livello dei servizi a loro dedicati, come nel caso dei percorsi di adozione o di procreazione assistita, così come per il percorso nascita, assicurando cura e attenzione a ciascuna fase di sviluppo dello stesso, da quella preconcezionale, alla gravidanza, al parto e all’allattamento”. Simona Meloni rileva che “rispetto a questi ultimi aspetti sarebbe auspicabile, ad esempio, che il Centro di Procreazione assistita di Pantalla tornasse a svolgere appieno le proprie attività, recuperando liste di attesa che ormai stanno andando oltre i sei mesi di tempo.

In merito ai percorsi nascita è altrettanto opportuno applicare le disposizioni a tutela della salute e della sicurezza delle donne e del neonato, dotando i nostri ospedali di un Pronto soccorso ostetrico in ogni Punto nascita, che preveda un’area di pre-triage attrezzata e pensata per garantire un luogo di isolamento personale e sanitario ad ogni donna. In ultimo, ma non per importanza, la Regione si decida a correggere l’orientamento assunto – conclude Meloni – in merito alla somministrazione della pillola RU486, restituendo alle donne la legittima libertà di autodeterminazione, così come indicato dalle nuove linee guida del ministero della Salute, annullando la delibera della scorsa estate che prevede il ricovero ospedaliero in caso di interruzione volontaria di gravidanza”.

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