Radicali, 39% narcotraffico è legato a cannabis, legalizzazione subito

 
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Radicali, 39% narcotraffico è legato a cannabis, legalizzazione subito

Radicali, 39% narcotraffico è legato a cannabis, legalizzazione subito

“Abbiamo letto le 422 pagine della Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze, presentata lo scorso 30 giugno dalla ministra per le politiche giovanili Fabiana Dadone. Invitiamo tutti i parlamentari a farlo perché il documento è molto ricco di dati a 360° sullo stato dell’arte in tema di quantità di sostanze circolanti, quantità sequestrate, reati relativi, risposta dei servizi sanitari”. E’ quanto dichiarano Massimiliano Iervolino, segretario di Radicali Italiani, e Giulio Manfredi dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta.

“Dalla Relazione – sottolineano – emergono cifre che, se mai ce ne fosse ancora bisogno, smentiscono il luogo comune del ‘non serve legalizzare la cannabis perché per le mafie è un mercato marginale’. Si apprende infatti che la spesa per consumo complessivo di sostanze proibite (cioè i soldi che sono finiti nelle tasche della criminalità organizzata) è stata pari a 16,2 miliardi di euro (dati 2018), di cui ben 6,3 miliardi di euro (39% del totale) derivano dal mercato nero dei cannabinoidi. Il mercato nero della cocaina ha fruttato alle narcomafie 5,1 miliardi di euro (32%); quello dell’eroina 3,1 miliardi di euro (19%)”.

“E ancora: su 31.016 persone segnalate nel 2020 alle prefetture per possesso di piccole quantità di sostanze proibite (art. 75 del DPR 309/90), il 74% (23.000 persone) riguarda la cannabis (cocaina: 19%; oppiacei 5,6%). Su 31.335 persone segnalate all’autorità giudiziaria nel 2020 per violazione della legge antidroga (art. 73 e 74 del DPR 309/90), ben 13.586 (il 43.4%) sono legate al traffico di cannabinoidi (cocaina: 41%; eroina: 9%; droghe sintetiche: 1,1%)”, aggiungono.

“Morale della favola: la legalizzazione della produzione, commercio e distribuzione dei derivati della cannabis sottrarrebbe ingenti quantità di denaro cash alle narcomafie, tali da metterne in crisi la stessa esistenza. E la legalizzazione cambierebbe letteralmente la vita a decine di migliaia di persone, risucchiate nel circuito repressivo”, affermano Iervolino e Manfredi.

“Invitiamo la ministra Dadone a non limitarsi alla pura e semplice consegna della Relazione alle Camere (pur apprezzando il suo rispetto dei termini di legge, per la prima volta dopo 10 anni e ben sei governi) ma di presentare il documento in un’apposita sessione parlamentare, magari a settembre: sarebbe anche un’occasione preziosa per fare il punto sulla preparazione della sesta Conferenza nazionale sulla droga, che l’Italia attende dal 2009 e che la ministra Dadone, nel suo intervento introduttivo della Relazione, ha confermato di volere tenere entro la fine dell’anno”, concludono.

(CRo/Adnkronos)

 

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