Raccolta fondi “Fame di Civiltà” per la costruzione di un perimetro irriguo in Mali

Raccolta fondi “Fame di Civiltà” per la costruzione di un perimetro irriguo in Mali

Si è tenuta il giorno 5 gennaio 2023 alle ore 10.30 presso la Sala Saccomandi in via Dalmazio Birago 58 la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa di raccolta fondi FAME DI CIVILTÀ dell’organizzazione non governativa Tamat.

Sono stati presentati i risultati della precedente raccolta fondi “SETE DI CIVILTÀ” mirata alla costruzione di un pozzo presso una piccola comunità del Mali, nel distretto di Segou. Per rendere conto alla cittadinanza e ai donatori dell’utilizzo concreto delle loro donazioni, sono stati proiettati video e immagini che raccontano il percorso che ha ispirato un’iniziativa di solidarietà internazionale in una delle aree geopolitiche più controverse e meno attenzionate a livello mediologico, quale è il Sahel. La campagna ha raccolto complessivamente 11.757€ tramite la piattaforma Eppela, superando l’obbiettivo prefissato di 10.000€, con la soddisfazione dei collaboratori e quadri della ONG tutta. «Chi si occupa di cooperazione sa bene che molto probabilmente la prossima crisi mondiale sarà quella per l’acqua – dice il presidente di Tamat, Luciano Della Vecchia – Per questo Tamat che si occupa principalmente di sviluppo, sovranità e sicurezza alimentare ha deciso di investire i suoi sforzi verso i territori in cui lavoriamo da anni, che necessitano di essere sostenuti nel loro diritto all’accesso all’acqua nell’emergenza idrica».

Da anni impegnata in progetti di cooperazione internazionale a diverse latitudini, Tamat vuole includere sempre di più nelle proprie iniziative i propri sostenitori, addetti ai lavori o meno che siano. Attraverso l’attività di crowdfunding intendiamo, infatti, costruire un ponte tra la nostra regione – storicamente vocata al dialogo ed alla vicendevolezza – e l’Africa, continente che necessita un supporto concreto e mirato per esplicare le proprie potenzialità, a favore di quanti decidono, al netto di condizioni di vita non semplici, di vivere in loco.

Attraverso le attività riconducibili all’ambito agro ecologico e alla sicurezza alimentare, Tamat supporta l’autosufficienza alimentare di piccole comunità del Sahel. Agiamo attraverso una formazione mirata e con dotazione tecnica necessaria per conseguire risultati sempre più apprezzabili in termini di “buona raccolta”.

La nuova campagna di raccolta fondi, denominata FAME DI CIVILTÀ, è un’iniziativa che si caratterizza per pragmatismo e fattibilità: l’obiettivo dichiarato è la costruzione di un perimetro irriguo donato alla medesima comunità presso cui è stato costruito un pozzo a fine dello scorso anno finanziato sempre con il metodo del crowdfunding.

«In un frangente in cui lo scacchiere internazionale è animato da moti bellici non sempre degni della giusta attenzione – dice Piro Sunzini, direttore di Tamat – ci sembra importante dedicare quanta più energia ad un territorio non sempre adeguatamente raccontato dalla stampa internazionale. Pur continuando a cooperare a tutte le latitudini, in questa precisa parentesi storica ci sembra quanto più necessario investire ancora più sforzi in direzione di una latitudine in particolare, in cui siamo presenti e attivi da anni quale è il Sahel. Il futuro del nostro continente dipende anche da come e quanto l’Europa saprà supportare l’Africa».

Il Mali è tra i territori dove gli sforzi di Tamat in ambito di sicurezza alimentare hanno dato adito a diverse iniziative che, pur afferendo il settore agro-ecologico, a ben vedere, sostanziano vere e proprie azioni di empowerment delle donne e delle ragazze.

Gli sforzi di Tamat in direzione dell’autosostentamento delle piccole comunità presso cui promuove i suoi progetti, infatti, hanno un target prevalentemente femminile, essendo le donne le protagoniste delle attività riconducibili a quella che da noi definiamo economia domestica. Esse devono provvedere ai bisogni della famiglia e della comunità di appartenenza, arando, coltivando ed irrigando i terreni. Detti terreni quando sono distanti dalle sponde del fiume Niger non risultano essere particolarmente fertili, per di più si presentano spesso difficili da trattare prescindendo da esperienza e mezzi adeguati.

E qui che interviene Tamat che, insieme a diversi partner locali ad internazionali, mette la propria esperienza a disposizione di un impegno che si concentra su attività concrete immediatamente spendibili dai destinatari dei progetti di cooperazione.

Nella regione di Segou sono numerosi i perimetri irrigui costruiti per le comunità formate a coltivarli, e sollecitate da programmi di microcredito che, insieme ai programmi di rimpatrio assistito dei migranti, sostanziano un contributo coerente con le vicissitudini sociopolitiche locali.

Quello che ci ripromettiamo di conseguire con la presente iniziativa, è costruire un perimetro irriguo che favorisca l’autonomia alimentare della comunità di Nioron Were, medesimo villaggio dove siamo riusciti a costruire un pozzo con i contributi provenienti dalla medesima raccolta fondi.

Nel concreto, all’interno di un perimetro che possiamo immaginare come un quadrato di 1.5 ettari, recintato, ¼ della superficie totale verrà munito di un impianto di irrigazione a goccia. Il resto verrà concimato con la tecnica del butte sandwich abbondantemente utilizzata da Tamat e coniugata alla stregua di buona prassi presso le comunità locali.

Per favorire ulteriormente il buon esito dell’iniziativa, forniremo alle 150 donne del villaggio, la dotazione tecnica adeguata, alias, l’attrezzatura necessaria ad adempiere gli oneri che la tradizione e l’attuale organizzazione sociale consegna loro, quali: zappe, rastrelli, vanghe, picchetti, pale, corde, sacchi, carriole, guanti, stivali e bilance, provvedendo in fine alla distribuzione delle sementi per la coltivazione di una serie di ortaggi quali: patate, patate dolci, zucchine, cipolle, melanzane, carote, cetrioli, fagiolini, ocra, gombo, karkadè, zenzero, menta, anguria, melone.

Ritenendo da sempre che il supporto reale alle popolazioni dei Paesi la cui fisionomia esemplifica difficoltà in ambito di sviluppo, consista nel trasferimento delle tecniche produttive più che delle risorse, vi chiediamo di sostenere la nostra iniziativa.

Con FAME DI CIVILTÀ ci impegniamo a palesare come non c’è buon raccolto che prescinda da una buona semina. La nostra esperienza è il terreno più fertile su cui far proliferare i frutti della solidarietà condivisa.

Per effettuare una donazione, basterà inquadrare il QR code presente nei post social dedicati alla campagna raccolta fondi, pubblicati dagli account Facebook e Instagram di Tamat, oppure andare su https://www.eppela.com/projects/9312 e seguire le istruzioni del sito.

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