PERUGIA – Azioni concrete, ben mirate e dedicate ai servizi. Scopo fondamentale del progetto Una (Umbria Network Antiviolenza) è che nessuna donna in difficoltà che acceda alla rete dei servizi sia lasciata sola e le sia garantito un progetto individualizzato di uscita dalla violenza, da qualsiasi punto della regione provenga. Per questo motivo Una ha messo in rete i servizi già esistenti (Telefono donna dal 1989) con i nuovi, creando una rete capillare gestita da personale competente e formato.
Questo progetto è collegato a quello di Umbria Antiviolenza, cofinanziato dal Ministero e dai Comuni di Perugia e di Terni, per l’apertura di due centri antiviolenza a carattere residenziale nelle due città che “funzioneranno secondo norme a livello nazionale ed europeo”, come ha precisato questa mattina l’assessore alle Pari Opportunità, Lorena Pesaresi, durante una conferenza stampa che si è svolta nella Sala della Vaccara con lo scopo di fare il punto sul progetto. A questo proposito l’assessore ha anticipato che la presentazione dell’apertura del Centro antiviolenza a Perugia si terrà nella Sala dei Notari il prossimo 6 marzo alle ore 17.30 alla presenza, tra gli altri, della presidente della Camera, Laura Boldrini.
“I due progetti – ha precisato l’assessore – non sono separati ma coordinati e vanno di pari passo perché agiscono entrambi su un unico tema, quello del contrasto alla violenza contro le donne”. Nel ricordare che questi servizi in Umbria si stanno qualificando sempre di più e che c’è anche una legge in fase di partecipazione di cui si attende l’imminente approvazione da parte del Consiglio regionale, la Pesaresi ha auspicato che “un domani non ci sia più bisogno di tutto questo, perché vorrebbe dire aver raggiunto l’obiettivo”.
Daniela Albanesi, presidente del Centro per le pari opportunità, ha parlato dell’importanza di questo progetto che ha messo in rete il preesistente, le associazioni. Le istituzioni e il terzo settore. “Nel 2003 in Umbria si sono rivolte al Telefono donna 250 persone contro le 630 del 2013; dal 1° gennaio a ieri 162 donne, di cui 117 alla sede di Perugia. L’aumento – ha commentato l’Albanesi – non credo sia dovuto a un maggior numero di violenze quanto a una maggiore consapevolezza da parte delle donne e a un servizio che risponde meglio alle esigenze”.
La sociologa Rita Cecchetti ha parlato del Comitato pilotaggio di cui è membro. Il servizio, partito nell’aprile 2012, “ha una ricchezza incredibile di servizi e situazioni da coordinare”. Parlando delle cose che restano da fare ha citato la strutturazione di un Osservatorio regionale di monitoraggio e valutazione, perché “siamo davanti a un fenomeno di cui ora si vede solo la cima dell’iceberg”.
L’avvocato Gemma Paola Bracco, del Comitato di pilotaggio, ricordando che in Italia ogni 2/3 giorni una donna viene uccisa da una “mano amica”, ha precisato che “di media in Italia negli ultimi anni ci sono 500/600 omicidi all’anno di cui 120/130 femminicidi”. Da qui si comprende l’importanza dell’estensione h24 del Telefono donna.
PROGETTO UNA
Il Progetto UNA, Umbria Network Antiviolenza: una rete unica contro la violenza e lo stalking verso le donne e i loro figli minori ha avuto inizio alla fine del 2012 e si concluderà nel mese di novembre 2014, ha un costo complessivo di 233.340 euro di cui 140.000, pari all’80%, finanziati dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il progetto ha complessivamente coinvolto 26 partner che hanno costituito l’Associazione Temporanea di Scopo (A.T.S.) con il Comune di Perugia come Capofila.
Ne fanno parte 9 Comuni tra cui i capoluoghi di Provincia per una popolazione di 479.541 abitanti, la Regione, le due Province, le ex ASL1 e 2, le Aziende Ospedaliere, soggetti del terzo settore e il Centro per le Pari Opportunità della Regione dell’Umbria che con Il Servizio Telefono opera dal 1989 secondo il modello dei Centri antiviolenza nell’accoglienza e nella gestione dei percorsi personalizzati di uscita dalla violenza.
Obiettivo generale da raggiungere è quello di consolidare e rendere sistematica la rete regionale fra i vari attori pubblici e privati, già parzialmente attiva, per creare nuovi servizi territoriali integrati per il contrasto della violenza di genere, dalla prevenzione alla prima accoglienza delle donne vittime e dei loro figli minori, alla protezione e reinserimento sociale ed economico e per la messa a punto di un comune protocollo di lavoro con l’adozione di una metodologia condivisa.
Sono stati attivati 4 nuovi punti di ascolto (Assisi, Gubbio, Narni, Amelia), dalla fine di dicembre sono tutti funzionanti, che messi in rete con quelli pre-esistenti assicurano una copertura del servizio estesa, capillare, coordinata ed integrata per un numero complessivo di 10 punti di ascolto in tutto il territorio regionale.
Altro risultato è l’estensione 24 ore su 24 del servizio attivato di prima accoglienza telefonica del numero verde del Telefono Donna 800861126, collegato al numero telefonico di pubblica utilità 1522 della Rete nazionale antiviolenza, in modo da poter fornire alle donne vittime un primo ordine di risposte integrate e coerenti con la rete territoriale e con il protocollo di intervento condiviso.
Per sostenere l’emersione della richiesta di aiuto, l’estensione alle 24h della risposta al numero verde 800861126 è un servizio di reperibilità per l’ascolto e l’accoglienza telefonica notturna, nei fine settimana e nei festivi, in modo tale da assicurare dal 1 febbraio di quest’anno una copertura totale dello stesso.
Altro risultato è la strutturazione di 4 equipe multidisciplinari che sul territorio favorissero una prima risposta strutturata, mediante l’adozione del protocollo comune basato sulla medesima metodologia condivisa di intervento.
Da realizzare:
· il rafforzamento della rete regionale delle strutture residenziali: a) consolidamento della struttura protetta ad indirizzo segreto esistente nel Comune di Terni; b) attivazione di 4 strutture, 3 di accoglienza (Perugia, Terni e Foligno) e 1 protetta(Perugia), il cui gruppo operativo si riunirà nel mese di marzo;
· la strutturazione di un Osservatorio Regionale di monitoraggio e valutazione, a cura della Regione Umbria, congiuntamente al Centro Pari Opportunità, volto ad evidenziare l’evoluzione del fenomeno e l’efficacia dei risultati degli interventi anche in relazione alle ricadute occupazionali e di re-inserimento socio-economico delle vittime.
Protocollo comune di intervento, quale procedura standard per il governo della rete e per
Partner di progetto di cui è capofila il Comune di Perugia:
Regione Umbria, Centro per le Pari Opportunità, Provincie di Perugia e di Terni; i Comuni di Amelia, Assisi, Foligno, Gubbio, Narni, Orvieto, Spoleto e Terni; Aziende Ospedaliere di Perugia e di Terni; Asl n°1 e n°2; le cooperative Borgo Rete, Il Cerchio, ASAD, La Coccinella; le associazioni Il Pettirosso e Donne Contro la Guerra; Rete Donne Antiviolenza Onlus, Forum delle donne di Amelia, C.I.P.S.S.






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