(umbriajournal.com) PERUGIA – A tracciare un “primo bilancio-resoconto” del recente incontro promosso dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della Scuola di Perugia-Città della Pieve con i dirigenti scolastici sul disagio dei giovani provocato dal gioco d’azzardo, è stato il quotidiano «Avvenire», attraverso un articolo del giornalista Giacomo Gambassi dal titolo “Giovani e scommesse. Allarme a Perugia. Bassetti: deriva sociale che rovina le famiglie”, pubblicato nel numero di domenica 2 giugno, nell’ambito di un reportage intitolato “Bisca Italia”. Con periodicità l’«Avvenire» si occupa di scottanti problematiche riguardanti il mondo giovanile e non solo.
L’Ufficio diocesano per la Pastorale della Scuola perugino-pievese, venendo a conoscenza di questi reportage, ha inteso promuove un partecipato incontro su “rischi e sfide educative per le nuove generazioni” legate alla ludopatia. E’ stato un incontro aperto ai dirigenti scolastici e probabilmente, in un secondo momento, sarà riproposto anche per i docenti, perché, quello del gioco d’azzardo, risulta essere un fenomeno al quale non è immune la comunità giovanile perugino-pievese. «Ci è sembrato necessario oggi più che mai – spiega il prof. Luca Oliveti, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Scuola – trattare questo tema, anzitutto per prenderne maggiore coscienza. Come educatori, infatti, siamo chiamati quotidianamente a intercettare e prevenire il disagio dei ragazzi, nel caso specifico quello che si manifesta con il fenomeno del gioco d’azzardo. Mi risulta che in alcune scuole si sia cominciato a lavorare su questo argomento e si registri un’attenzione crescente».
L’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve – si legge nell’articolo de «Avvenire» – vuol far prendere coscienza a chi guida un istituto del pericolo di una patologia lasciata ai margini. L’incontro è stato aperto dall’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti, il quale, nel suo saluto, ha sottolineato l’attenzione della Chiesa locale verso una preoccupante deriva sociale che mette in ginocchio le famiglie. A guidare i dirigenti scolastici alla scoperta del problema è stato il neuropsichiatra Alvaro Paolacci che ha evidenziato come la ludopatia si stia diffondendo fra i giovani. Sul banco degli imputati prima di tutti Internet che «genera un trasfert molto forte ed è un’icona della libertà senza limiti», ha dichiarato l’esperto. I segni per riconoscere la dipendenza possono andare dal senso di euforia eccessiva alla chiusura nel mondo virtuale. «Anche gli adolescenti scommettono – ha chiarito Paolacci –. Attenzione dunque a parlare in famiglia del gioco con la speranza della vittoria dietro l’angolo». Da qui il ruolo essenziale di scuola e famiglia che sono chiamate a contenere e arginare il fenomeno.
Il reportage di «Avvenire» pubblica anche alcuni numeri su questo fenomeno in Italia, che rendono non poco l’idea di quanto esso sia grave: 800 mila sono i giocatori con ludopatia conclamata; 2 milioni quelli a rischio, 6 miliardi i costi sociali dell’azzardo; 79,9 miliardi il giro d’affari del gioco in Italia.

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