“In questo luogo dal 26 giugno 1998 al 19 gennaio 2013 hanno trovato riposo le spoglie mortali del Servo di Dio Vittorio Trancanelli ora collocate nella vicina chiesa di Cenerente. Il Comune di Perugia pose a memoria dell’uomo, del medico, del padre di famiglia. Perugia, 24 giugno 2013”. E’ il testo inciso su una lastra di pietra serena collocata nel civico cimitero della frazione perugina di Cenerente nel giorno del 15° anniversario della morte di Vittorio Trancanelli, noto medico chirurgo e testimone di santità del nostro tempo, per il quale la Chiesa perugino-pievese ha concluso lo scorso 23 giugno il Processo informativo diocesano sulla vita, virtù e fama di santità del Servo di Dio, la cui documentazione quest’oggi (25 giugno) viene consegnata dal postulatore della Causa, il dott. Enrico Solinas, alla Congregazione per le Cause dei Santi presso la Santa Sede.
La lapide, nel luogo dove hanno riposato per quasi quindici anni i resti mortali di Vittorio Trancanelli, è un ulteriore segno di apprezzamento e gratitudine della città di Perugia verso quest’uomo (già gli sono state dedicate una via e il blocco delle Sale operatorie dell’Ospedale S. Maria della Misericordia) e ciò che rappresenta ancora oggi per tanti credenti e non credenti, che nella sua sofferenza ha trovato la forza per dare coraggio, speranza, sostegno umano e cristiano a tante persone, soprattutto minori, in gravi difficoltà. La sua esistenza e la sua opera, caratterizzate nel mettere in pratica la Parola di Dio, sono d’esempio per molte famiglie e singoli che continuano la sua “missione” anche attraverso l’opera di carità “Alle Querce di Mamre” da lui fondata a Cenerente insieme alla moglie Rosalia Sabatini e ad altri amici, oggi operante in stretta collaborazione con la Caritas diocesana.
Il Comune di Perugia, attraverso il suo assessore Ilio Liberati, al termine della S. Messa in suffragio di Vittorio Trancanelli nel giorno del 15° anniversario della morte, presieduta dall’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti nella grande tensostruttura adiacente alla chiesa parrocchiale di Cenerente, ha annunciato un importante evento culturale che l’Amministrazione comunale promuoverà in comunione con la Postulazione della Causa di beatificazione del Servo di Dio: il concerto del Coro della Diocesi di Roma diretto dal maestro mons. Marco Frisina al Teatro comunale Morlacchi con la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Musicale Statale di Perugia, in calendario il 4 gennaio 2014. Anche questo evento è un segno di vicinanza dell’intera città alla figura di Vittorio Trancanelli nell’attesa della sua beatificazione.
Mons. Bassetti, nell’omelia pronunciata davanti a centinaia di persone giunte nella parrocchia di Cenerente sotto una pioggia battente, ha voluto ancora una volta soffermarsi sul perché di Vittorio Trancanelli beato: «Lode a te Santa Trinità, inseparabile unità, che ci hai rivelato nel Servo di Dio Vittorio Trancanelli, la tua misericordia – ha esordito il presule –. Egli ha accolto gli orfani nella sua casa, ha soccorso i malati, nelle sale operatorie e li ha sostenuti nelle loro tribolazioni. Signore, in lui, hai manifestato la tua santità davanti alla città di Perugia e ben oltre i suoi confini. Perugia ha sempre guardato al chirurgo Trancanelli con occhi di profonda stima, i credenti con occhi di venerazione. Quando quindici anni fa ci furono i suoi funerali, la città si raccolse in preghiera e la cattedrale quasi non conteneva la folla….
E soprattutto negli ultimi tempi, ma possiamo ben dire fin dall’inizio della sua malattia, nel suo animo, si alternavano con sempre nuova sorpresa, l’angoscia del Getsemani e la serenità dell’accettazione. Con animo di fanciullo ha creduto nella Divina provvidenza e, attorno ad essa si è stretto quando ruggiva la tempesta. In Vittorio amore e sacrificio, provvidenza e croce sono strettamente congiunti. E nelle pene, come sanno fare i santi, scorgeva sempre la carezza di Dio. Una persona (non credente) mi ha confidato: “non ho mai visto un credente simile a lui. In lui c’era una vera imitazione di Cristo. Ha dimenticato se stesso, si è spogliato di tutto, ha servito Cristo”».
Mons. Bassetti, avviandosi alla conclusione, ha detto: «Quella di Vittorio è una eredità che ci parla e ci chiama. Perché a nulla varrebbe riconoscere i segni della santità, inutile sarebbe esserne lieti e fieri, se non ci decidessimo a rispondere alla vocazione che abbiamo ricevuto, vocazione che è per tutti, la pienezza della vita cristiana e la perfezione della carità. Guardando Vittorio, ognuno di noi, e il vescovo prima di tutti, ripete le parole di san Francesco ormai vicino a morire: “ cominciamo a fare qualcosa, fratelli, perché fin qui non abbiamo fatto nulla”. Il precursore di Gesù, san Giovanni Battista di cui oggi (24 giugno) celebriamo la solennità, la Vergine Maria, la creatura più celeste e più santa, la Madre amata, guidino e orientino sempre la nostra vita, come fu per Vittorio».

Commenta per primo