Nuovi protocolli legati all’obbligo del green pass, primo impatto

Il nuovo protocollo con il certificato verde sembra non aver portato grossi cambiamenti

Nuovi protocolli legati all'obbligo del green pass, primo impatto

Nuovi protocolli legati all’obbligo del green pass, primo impatto

Anche nel capoluogo umbro cittadini e gestori si sono trovati a dover fare i conti subito di prima mattina con i nuovi protocolli legati all’obbligo del green pass, tra volontà di rispetto delle regole ma anche dubbi e timori. Ed in qualche caso con pochi cambiamenti.

In merito ai bar, con gente seduta ma al momento per consumare nei tavoli all’esterno complice la giornata di sole, il nuovo protocollo con il certificato verde sembra non aver portato grossi cambiamenti per i gestori. “Abbiamo iniziato a rispettare il decreto – commenta un dipendente di un bar in piazza della Repubblica – ma ancora direi che un po’ di incertezza e confusione c’è. Siamo solo tenuti o obbligati a controllare? Vedremo anche in generale come saranno i controlli e le eventuali sanzioni”.

Dice Barbara Carli, delegato regionale Anif (Associazione nazionale impianti sport e fitness), titolare anche della palestra Area4 di Bastia Umbra: “Ci siamo adeguati per controllare i pass anche attraverso ‘Verifica C19’, la app ufficiale del ministero della Salute. Ma ci troviamo in una situazione difficile, soprattutto con domande da parte di molti utenti a cui non sappiamo come rispondere. Ci sono persone che in attesa del green pass devono comunque continuare a fare attività fisica per la loro salute. Il mondo sportivo è comunque l’alleato migliore della salute, con o senza green pass”.

Primi visitatori anche nei musei cittadini. Con la Galleria nazionale dell’Umbria chiusa per restauri, al Collegio del Cambio sono scattati i primi controlli agli ingressi: “Finora tutti hanno mostrato il certificato sia in maniera elettronica che cartacea”.
Il direttore artistico della rassegna itinerante Suoni controvento, Gianluca Liberali, afferma: “Per i concerti stiamo avendo molte chiamate di persone che pretendono il rimborso, dicendo che rinunciano perché non hanno il green pass e non vogliono fare i tamponi. La confusione tra le persone è ancora tanta”.

 
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