Meeting di Rimini, Proietti, Umbria in luce con fede e cultura

Meeting di Rimini, Proietti, Umbria in luce con fede e cultura

Mostre su San Francesco e Acutis richiamano migliaia di visitatori

La Regione Umbria si è posta al centro dell’attenzione nazionale al Meeting per l’Amicizia fra i Popoli di Rimini 2025, scegliendo di non puntare sul classico stand espositivo ma di sostenere due grandi mostre dedicate a figure che rappresentano l’anima del territorio: San Francesco d’Assisi, nell’anno dell’ottavo centenario del Cantico delle Creature, e Carlo Acutis, nel tempo della sua canonizzazione.

Le esposizioni, che hanno registrato il tutto esaurito con decine di migliaia di ingressi, hanno mostrato file lunghe e costanti, soprattutto di giovani, sottolineando come l’Umbria riesca a trasmettere un messaggio che unisce spiritualità, arte e identità. A questo si è aggiunta la presenza dell’opera del Perugino, valorizzata dal Ministero della Cultura, che ha rafforzato l’immagine della regione come terra di cultura viva e radicata.

La presidente Stefania Proietti, intervenuta anche in un panel sull’autonomia regionale, ha spiegato come questa scelta risponda alla delibera approvata a inizio agosto, che intendeva garantire una visibilità nazionale al patrimonio spirituale e sociale dell’Umbria, raggiungendo al contempo un pubblico giovane e qualificato. “Quest’anno – ha affermato – l’Umbria non è mai stata così presente, con un messaggio che guarda già al 2026, anno dell’ottavo centenario francescano”.

Il Meeting, in corso fino al 25 agosto con il titolo “Se non siamo alla ricerca dell’essenziale, allora cosa cerchiamo?”, ha rappresentato per la Regione un’occasione di narrazione e confronto, oltre che di promozione turistica e culturale. L’Umbria ha sostenuto economicamente due mostre di rilievo: “Carlo Acutis. Una semplicità straordinaria” e “Io, Frate Francesco. 800 anni di una grande avventura”, quest’ultima culminata con l’esposizione della celebre pala del Cimabue, considerata uno dei ritratti più realistici del Santo di Assisi.

Curata da istituzioni umbre e dalla Società Internazionale di Studi Francescani insieme all’Università di Perugia, la mostra ha offerto ai visitatori un percorso che unisce ricerca storica, testimonianze e valore artistico. Un modo per riaffermare il legame fra la terra umbra e i suoi simboli universali.

Accanto agli eventi espositivi, la Regione ha avuto ampia visibilità mediatica: dal logo diffuso nei materiali ufficiali fino a banner, interviste e attività multicanale. Un lavoro di comunicazione che ha rafforzato la presenza istituzionale e offerto l’immagine di una regione capace di fondere memoria e contemporaneità.

Per Proietti, le critiche politiche non devono oscurare il risultato raggiunto: “Invito tutti – ha detto – a vedere con i propri occhi il valore di questa scelta, cogliendo l’essenziale e non fermandosi alle apparenze”.

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