Manovra fiscale, sindacati criticano la proposta della Regione

Manovra fiscale, sindacati criticano la proposta della Regione

Cgil, Cisl e Uil esprimono dubbi su aumento tasse e riforme

Manovra fiscale – Si è svolto oggi un incontro a Palazzo Donini tra i rappresentanti della Giunta regionale dell’Umbria e i sindacati Cgil, Cisl e Uil per discutere la manovra fiscale regionale in vista del bilancio da approvare entro il 15 aprile. Al centro del confronto, la proposta di riforma delle imposte regionali, il bilancio del sistema sanitario e le politiche fiscali legate a un disavanzo significativo. Durante l’incontro, i sindacati hanno ribadito diverse criticità, pur riconoscendo alcuni passi avanti.

La giunta, rappresentata dalla presidente Stefania Proietti e dagli assessori Tommaso Bori e Francesco De Rebotti, ha illustrato la revisione della manovra fiscale. Inizialmente stimata in 90 milioni di euro, la proposta è stata ridotta a 52 milioni, con interventi sulle aliquote Irpef e una nuova struttura che azzera l’aliquota addizionale regionale per i redditi tra i 15.000 e i 28.000 euro. Questo intervento crea una no tax area, beneficando circa il 72% dei contribuenti umbri, mentre per la fascia tra 28.000 e 50.000 euro, che include molti lavoratori dipendenti e pensionati, le modifiche sono state accolte con riserva.

Rita Paggio (Cgil) ha sottolineato che sebbene la manovra ridotta a 52 milioni di euro rappresenti un miglioramento rispetto alla proposta iniziale, permangono criticità significative per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro. La Cgil ha evidenziato che, purtroppo, i correttivi introdotti non risolvono completamente il problema, ma rappresentano comunque un progresso. L’organizzazione ha anche apprezzato la creazione di un fondo per alleggerire il peso fiscale, proposto dalla Giunta, destinato a essere alimentato tramite razionalizzazione della spesa e riforme strutturali. La Cgil auspica che il fondo venga indirizzato principalmente a favore dei redditi più bassi, che comunque hanno subito un incremento delle tasse.

Da parte della Uil, Maurizio Molinari ha espresso una posizione più critica, ritenendo che un aumento delle imposte non sia giustificato dalla situazione economica della regione. Secondo il sindacato, un aumento dell’Irpef regionale non dovrebbe essere la risposta a una situazione di debito, soprattutto se si considera l’orientamento nazionale che punta alla detassazione degli aumenti salariali. Molinari ha ribadito la necessità di avviare un piano di riforma complessiva per l’Umbria, che includa la riforma del sistema sanitario e una crescita sostenibile del Pil, supportata da lavoro sicuro e ben retribuito. A suo avviso, sarebbe stato utile un tavolo tecnico permanente per discutere le riforme, anziché concentrarsi esclusivamente su misure fiscali.

Angelo Manzotti (Cisl) ha fatto eco alle preoccupazioni espresse dalla Uil, pur riconoscendo alcuni segnali positivi dalla Giunta. La Cisl, tuttavia, ha criticato la decisione di aumentare le imposte senza prima aver discusso una riforma sanitaria che rendesse il sistema più efficiente. Manzotti ha sollecitato la necessità di una razionalizzazione della spesa sanitaria, fondamentale per ridurre il disavanzo e migliorare i servizi ai cittadini, prima di introdurre ulteriori aumenti fiscali. Inoltre, ha espresso soddisfazione per la rinuncia all’aumento del bollo auto, una misura che era stata fortemente contestata dai sindacati, considerando l’importanza del trasporto privato in una regione come l’Umbria, dove molti sono costretti ad utilizzare l’auto per motivi di lavoro o studio.

In generale, i sindacati hanno apprezzato le aperture della Giunta, ma hanno anche ribadito la necessità di un confronto più ampio e strutturato sulle riforme che riguardano la sanità e la gestione complessiva delle risorse regionali. La politica fiscale, infatti, non può essere disgiunta da un piano di riforma complessiva che risponda alle esigenze di tutti i cittadini umbri, in particolare di quelli con redditi medi e bassi.

La Giunta regionale ha dichiarato di essere pronta a proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di trovare soluzioni condivise che possano contribuire al risanamento delle finanze regionali, pur evitando un ulteriore aggravio fiscale per le fasce più vulnerabili della popolazione. Il dibattito rimane aperto, con l’impegno a proseguire il dialogo nei prossimi giorni, in vista dell’approvazione definitiva della manovra fiscale.

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