Manifestazione a Perugia contro il Ddl Sicurezza: protesta in piazza

Centinaia di persone si riuniscono contro il provvedimento del 18 settembre

Manifestazione a Perugia contro il Ddl Sicurezza: protesta in piazza

Manifestazione a Perugia – La città è stata teatro di una manifestazione organizzata dalla Cgil per protestare contro il Ddl Sicurezza, approvato dalla Camera lo scorso 18 settembre. Il presidio si è svolto davanti alla prefettura di Perugia, coinvolgendo centinaia di persone. Tra i partecipanti, oltre alla Cgil, erano presenti diverse associazioni studentesche, tra cui Udu, Rete degli Studenti e Una Regione per Restare, insieme all’Anpi e ad altre organizzazioni locali.

I manifestanti si sono mobilitati per esprimere il loro dissenso verso un provvedimento considerato pericoloso e limitante per le libertà democratiche. Una delegazione è stata ricevuta dal prefetto di Perugia, Armando Gradone, a cui sono state esposte le preoccupazioni riguardo alla riduzione degli spazi di partecipazione democratica. Secondo i manifestanti, il ddl pone seri limiti alle forme di protesta come la resistenza passiva e i blocchi stradali, storicamente utilizzati come strumenti di dissenso pacifico.

La Cgil, rappresentata dai segretari generali di Perugia e dell’Umbria, Simone Pampanelli e Maria Rita Paggio, ha dichiarato che il Ddl Sicurezza rappresenta l’ennesimo esempio di come l’attuale governo interpreti il tema della sicurezza in termini esclusivamente repressivi. “Si rafforza ancora l’approccio securitario di questo Governo”, hanno sottolineato Pampanelli e Paggio, evidenziando come il provvedimento miri a punire i conflitti sociali e a reprimere ogni forma di dissenso attraverso misure punitive.

Uno degli aspetti più critici sollevati dalla Cgil riguarda l’introduzione di nuove fattispecie di reati penali che colpirebbero chiunque si impegni in forme di protesta che coinvolgano l’occupazione di strade o spazi pubblici e privati. “Questo disegno di legge ha come obiettivo principale azzerare la libertà di esprimere dissenso”, ha dichiarato il sindacato, sottolineando il rischio che norme simili possano compromettere le azioni di protesta sindacale in difesa dei posti di lavoro e contro le crisi aziendali.

Nel corso della manifestazione, è stata espressa anche preoccupazione per l’effetto che il Ddl Sicurezza potrebbe avere su donne in situazioni delicate. Il provvedimento, infatti, prevede pene detentive per le donne in gravidanza o con figli entro un anno di età, rendendo di fatto impossibile ogni forma di resistenza passiva. Questo aspetto è stato fortemente criticato dai rappresentanti della Cgil, che vedono nella norma una minaccia alla possibilità di organizzare mobilitazioni pacifiche per denunciare, tra l’altro, le condizioni critiche in cui versano molte carceri italiane.

Il messaggio principale emerso dalla protesta è che il Ddl Sicurezza non solo limita le possibilità di dissenso, ma rappresenta un attacco diretto alla libertà di manifestazione e all’iniziativa sindacale. Per i partecipanti, l’obiettivo è chiaramente quello di intimidire chiunque voglia opporsi alle politiche del governo attraverso la protesta pubblica.

La mobilitazione di Perugia si inserisce in un contesto più ampio di proteste a livello nazionale, che vede numerose città italiane scendere in piazza contro questo provvedimento. Le manifestazioni continueranno anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi che comporta l’approvazione definitiva del disegno di legge.

Parole chiave: Ddl Sicurezza, Cgil, Perugia, protesta, manifestazione, sindacati, resistenza passiva, governo

1 Commento

  1. ma è la stessa CGIL e la stessa associazione di giovani e più o meno giovani mai stati partigiani, che applaudivano ed anzi consideravano troppo morbidi i provvedimenti liberticidi adottati nel maledetto triennio 2020/2022??? Così tanto per capire

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