Life Lab, cultura del benessere a lungo termine, progetto unico in Italia

Life Lab, cultura del benessere a lungo termine, progetto unico in Italia

di Martina Rastelli
Gli esperti e ricercatori GeBiSa (Genitori e Bimbi Sani, Fondazione Onlus), in collaborazione con la Medicina Perinatale ed il Corso di Laurea in Ostetricia dell’Università di Perugia, hanno portato l’attività di Life Lab in Italia a partire dal 2017. Life Lab è un approccio innovativo messo a punto dall’Università di Southampton (UK) che intende creare sin dall’adolescenza una cultura del benessere che duri per tutta la vita e che raggiunga come scopi finali la prevenzione delle future gravidanze patologiche, il miglioramento degli outcomes perinatali e il mantenimento della salute della nuova persona.

Alla base di questo progetto risiede l’ormai noto “concetto DOHaD” (Developmental Origins of Health and Disease), secondo cui la futura salute di ogni persona o il suo stato patologico da adulti sono determinati dallo stato fisio-patologico del nostro sviluppo nelle sue prime fasi e di quello dei nostri genitori al momento del concepimento.

Life Lab ,insieme  al  precounselling  della  coppia  ed  al  corretto  decorso   dei  primi “1000  Giorni” rappresentano  la sola strategia scientificamente valida per ridurre in maniera significativa le malattie croniche non trasmissibili e si inserisce a pieno titolo nell’Agenda Sviluppo Sostenibile 2030 dell’ONU.

Life Lab nelle scuole

I professionisti della Medicina Perinatale e di GeBiSa svolgeranno degli incontri all’interno degli Istituti Superiori coinvolgendo insegnanti e studenti, per informare e sensibilizzare circa il concetto di salute a lungo termine, a partire dall’anno scolastico 2022-2023. L’attività tecnico-pratica del life lab si svolgerà inserendo i partecipanti in progetti scuola-lavoro che andranno a correlarsi con l’attività di laboratorio svolta nel Laboratorio DOHaD della Medicina Perinatale dell’Università di Perugia. Tale progetto  si  rivolgerà  a tutti gli Istituti della Regione.

L’associazione Gebisa ha sempre collaborato con l’istituto “Giordano Bruno” dando luogo a svariati progetti ed iniziative; questa collaborazione è stata costretta ad interrompersi a causa della pandemia, ma con grande gioia da parte di studenti e professori quest’anno gli esperti Gebisa tornano a parlare agli studenti,  insieme alla Professoressa Gatti, che ci racconta il punto di vista dei suoi studenti: “È stato con grande piacere che a maggio di quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di tornare in presenza presso la sede della Facoltà di Medicina e Chirurgia, per partecipare al primo incontro organizzato dall’associazione GeBiSa.

La collaborazione con il nostro Istituto, il “Giordano Bruno” di Perugia, risale a diversi anni fa e si è rinnovata ogni anno fino alla comparsa della pandemia.

Studenti e studentesse, in particolare dell’Indirizzo Biotecnologie sanitarie, apprezzano moltissimo le lezioni del Prof. Gerli, Dr Cappuccini, Drssa Aisa e drssa Freddio, sia per gli stimoli che sanno offrire, sia per le capacità di coinvolgerli. Così è accaduto negli anni precedenti e ancor di più si è confermato quest’anno, anche per la  presentazione  dei   risultati sperimentali di parametri specifici  legati  alla valutazione  del rischio salute dei nati da gravidanze  patologiche.

Un argomento molto stimolante e coinvolgente per giovani ragazzi e ragazze con buona formazione scientifica, orientati a iscriversi alla Facoltà di Medicina, al Corso di Laurea in Ostetricia o altre professioni sanitarie.

Lo spirito che ha condotto alla nascita della  Fondazione,, ribadito dal Prof. Gerli, è stato ampliamente compreso dai nostri studenti che ne hanno fatto tesoro, tanto che alcune studentesse lo presenteranno e ne discuteranno nel corso degli Esami di Stato, proprio per l’interesse che ha suscitato in loro.

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