In Umbria Malalai Joya, la più nota attivista afghana contro i talebani
In Umbria Malalai Joya – Su invito del Centro Relazioni Internazionali (Cenri) sarà in Italia, e in Umbria la prossima settimana, Malalai Joya, ex parlamentare afghana, scrittrice e attivista per i diritti umani, per la democrazia e le libertà. Martedì prossimo sarà ricevuta in Parlamento ed avrà un incontro con deputati e senatori di tutti i gruppi parlamentari.
Malalai da anni si batte con coraggio contro i talebani, i signori della guerra e il fondamentalismo politico e religioso, per questo è perseguitata, ha subito numerosi attentati, è stata costretta ad una vita semiclandestina e, dal 15 agosto 2021, da quando ai talebani è stato riconsegnato il potere, all’ennesimo esilio.
La missione di Malalai Joya, che viene da precedenti incontri all’Università di Oxford ed a Barcellona, è finalizzata a far conoscere la tragicità della situazione in Afghanistan, un Paese che sta affrontando la crisi umanitaria più terribile della sua storia, con un collasso sociale, sanitario, economica, civile e democratico che rischia di far morire, come hanno denunciato fonti Onu, un milione di bambini nei prossimi mesi.
Malalai Joya è in missione per denunciare questa nuova era di violenza, di crimini e di violazione dei diritti umani basici da parte dei talebani al potere. I diritti fondamentali, soprattutto delle donne e delle ragazze, sono stati soppressi, compreso quello all’istruzione e alla frequentazione di scuole o università.
Decine e decine di donne sono state arrestate, torturate e molte anche uccise per aver preso parte alle manifestazioni pacifiche in difesa dei loro diritti. Ma nei suoi incontri, in Umbria e in Italia, Malalai porterà anche un messaggio di ribellione e di speranza, animata dalle tante associazioni democratiche e delle donne afghane che non si arrendono. Ma anche dalle tante persone comuni e dalla solidarietà internazionale che raccoglie nei suoi viaggi. “Come affermava Martin Luther King, la verità disarmata e l’amore incondizionato avranno l’ultima parola – afferma Malalai Joya -. Il diritto, momentaneamente sconfitto, sarà più forte del male che oggi trionfa”.
“Dopo 20 anni di guerra e di occupazione militare da parte delle truppe euroamericane e Nato – afferma il Presidente del Cenri, Luciano Neri – è indispensabile dire agli italiani, agli europei, agli afghani e al mondo cosa è successo. Perché quelli che erano considerati i peggiori terroristi contro i quali si sono mobilitate tutte le potenze occidentali, alla fine sono diventati degli interlocutori da rimettere al potere, contro la democrazia, contro la logica e contro le popolazioni afghane. Occorre spiegare perché una guerra iniziata per cacciare i talebani e avere la democrazia, si conclude 20 anni dopo cancellando la democrazia e riportando i talebani al potere”.
Nella sua missione in Umbria, Malalai si incontrerà con istituzioni, sindacati, associazioni e società civile. Mercoledì 23 novembre alle ore 16.00 parteciperà tra gli altri ad un incontro promosso dall’Università per Stranieri di Perugia e la sera alle 21 ad un evento musicale e politico al teatro Comunale di Città di Castello.
CHI E’ MALALAI JOYA
MALALAI JOYA – AFGHANISTAN HUMAN RIGHT ACTIVIST
Malalai Joya (Pashtu: ملالۍ جویا; Provincia di Farah, 25 aprile 1978) è un’attivista, scrittrice ed ex politica afghana.[1]
Eletta come membro della loya jirga dalla provincia di Farah, il 17 dicembre 2003 ha denunciato nell’assemblea riunita per ratificare la costituzione dell’Afghanistan la presenza di persone da lei definite “signori e criminali di guerra” e da allora ha subito continue minacce di morte e deve vivere sotto scorta.
Nel maggio 2007, Joya è stata sospesa dal suo ruolo di membro del parlamento sulla base di insulti ad un suo collega durante una trasmissione televisiva. La sua sospensione, a cui ha fatto appello successivamente, ha generato forti proteste a livello internazionale, tra le quali una dichiarazione firmata da scrittori e intellettuali, quali Naomi Klein e Noam Chomsky, e politici appartenenti ai parlamenti di Canada, Germania, Regno Unito, Italia e Spagna.[2] È stata paragonata a Aung San Suu Kyi, simbolo del movimento democratico in Birmania.[3]
Onorificenze
Dicembre 2004, la Valle d’Aosta ha assegnato il Premio Internazionale delle donne del 2004.
- Premio del Giglio d’Oro della Regione Toscana (23 luglio 2007).
- 11 settembre 2007, Il Parlamento europeo ha nominato Joya tra cinque candidati al Premio Sakharov per la libertà di pensiero 2007.
- 6 ottobre 2007, il Comune di Viareggio le ha assegnato il premio Mare Nostrum.
- 9 ottobre 2007, Comune di Bucine in provincia di Arezzo e Supino in Provincia di Frosinone le conferiscono il Premio per l’impegno civile.
- 11 febbraio 2008, Malalai Joya e il documentario Nemici della felicità sono stati premiati con l’International Human Rights Film Award di Amnesty International, Cinema per la Pace e la rete dei diritti umani.
- 21 ottobre 2008, il Consiglio regionale della Toscana ha conferito a Malalai Joya una medaglia d’oro.
- 10 ottobre 2010, l’Università Svizzera-Italia della Pace ha conferito il suo Premio Internazionale “Donna dell’Anno 2010” a Malalai Joya.
Nella cultura di massa]
- La vita e l’attività politica di Malalai Joya hanno ispirato un romanzo d’avventura pubblicato in Italia, La leggenda del Burqa di Thomas Pistoia.[4]
- Il gruppo de I Luf insieme a Flavio Oreglio le hanno dedicato la canzone Kabul
Opere
(EN) Raising my Voice: The extraordinary story of the Afghan woman who dares to speak out, Ebury Publishing, 15 settembre 2009, ISBN 9781407028729.
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- Finché avrò voce. La mia lotta contro i signori della guerra e l’oppressione delle donne afgane, Piemme, 2 marzo 2010, ISBN 978-8856613025.
Malalai Joya “ Finché avrò voce”. La forza della verità
Piemme Edizioni, 2010

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