IFJ Appello Jim Boumelha su Quirico

domenico_quirico.jpg_415368877(UJ.com3.0) La Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ), e il suo gruppo europeo, la Federazione Europea dei Giornalisti (EFJ), hanno lanciato un appello per la liberazione del giornalista italiano, Domenico Quirico, scomparso in Siria. Di Domenico Quirico, corrispondente di guerra per il quotidiano La Stampa, non si hanno notizie da oltre 20 giorni. Secondo il direttore de La Stampa, Mario Calabresi, il giornalista sarebbe entrato Siria dal Libano, il 6 aprile scorso, con l’intento di avere notizie sulla guerra civile del paese e dal 9 aprile non si hanno più contatti con lui. “Nella Giornata mondiale della libertà di stampa, facciamo appello per il ritorno certo del giornalista e siamo solidali con la sua famiglia e colleghi,” ha detto il Segretario Generale IFJ Beth Costa.

“Il collega Quirico è un giornalista, libero di riferire sul conflitto siriano, senza timore di intimidazioni o violenze. Egli non può essere trattato come un nemico. Se lui fosse stato arrestato o detenuto da un gruppo armato o da una fazione in lotta, facciamo appello affinché venga liberato immediatamente. ” La Stampa, ha deciso di diffondere la notizia della scomparsa del collega Quirico dopo avere perso i contatti con il corrispondente. Il direttore Mario Calabresi ha riferito che il giornalista, esperto e testimone di guerre in Sudan, Uganda e Libia, anche in passato avrebbe fatto perdere le proprie tracce per un breve periodo ma mai così a lungo come in questo momento.

Il Ministero degli Esteri italiano ha attivato l’ Unità di crisi per cercare di rintracciarlo. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) ha anche’essa rivolto un appello per la sua immediata liberazione. “Chi ha impedito a Domenico Quirico di comunicare con il suo giornale e la sua famiglia negli ultimi 20 giorni dovrebbe sapere che non ha nulla a che fare con un nemico o fazione in guerra”, ha detto Franco Siddi, Segretario Generale della Fnsi. “Chi lo ha fermato in Siria, dove stava facendo il suo lavoro come inviato speciale per il suo giornale, La Stampa, ascolti il nostro appello e restituisca al collega la sua libertà. “Lui è un giornalista esperto, un vero testimone degli eventi della guerra, della primavera araba, dei conflitti etnici in Africa e della questione del Medio Oriente, apprezzato e rispettato come pochi altri. Se qualche gruppo armato o di qualche fazione lo avesse fermato, sappia che non può essere trattato come un bersaglio. ” L’appello di Jim Boulelha è pubblicato sul sito www.ifj.org e sul sito della Fnsi www.fnsi.it.

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