I contribuenti sono appena entrati nel periodo più brutto dell’anno

I contribuenti sono appena entrati nel periodo più brutto dell’anno

di Gianni Porzi
I contribuenti sono appena entrati nel periodo più brutto dell’anno, quello più buio (nonostante la stagione) in quanto li attendeun compito piuttosto complicato paragonabile ad una sorta di giungla dalla quale non è facile districarsi. Devono fare la dichiarazione dei redditi e compilare il 730 (o altri analoghi) che non è un compito affatto semplice. Poiché pagare le tasse è un dovere civile, che la compilazione del 730 sia almeno semplice. E invece non è affatto così.

Il 730 è costituito da ben 10 quadri ognuno dei quali prevede varie righe/colonne/caselle. Per la compilazione ci si trova spesso difronte a numerose opzioni/codici che in alcuni casi arrivano a 10 o addirittura a ben 17.

Il povero contribuente prova a leggere le Istruzioni che non sono sempre chiare, anzi, e quindi, preso dal “rododentro”, va dal Commercialista oppure al CAF per porre fine al calvario. Questa è la triste storia del contribuente italiano che si trova ogni anno a dover affrontare il 730 che regolarmente presenta alcune modifiche rispetto all’anno precedente per dare così un ulteriore “aiuto” al contribuente il quale deve subire, subire, subire, ma fino a che punto?

Chi non è più giovanericorderà la famosa “dichiarazione dei redditi Vanoni”, nata nel 1951, che veniva compilata a mano perché non c’era ancora il PC. La “dichiarazione Vanoni”, così veniva chiamata, consisteva nel compilare un modulo semplice di 2/3 pagine e le spiegazioni non erano più di 2 paginette. Una volta compilata veniva poi inoltrata per raccomandata facendo lunghe file alle Poste. Faccio questo “amarcord” perché da quella dichiarazione estremamente contenuta e di facile compilazione siamo passati, in 70 anni, al 730 che è una sorta di labirinto costituito da pagine e pagine e le cui spiegazioni sono arrivate a circa 100 pagine, peraltro non sempre chiare tanto che siè costretti a rivolgersi al commercialista o al CAF (altra geniale invenzione) per non rischiare possibili errori.

Penso che una domanda sorga spontanea e cioè per quale motivo dalla compilazione del modulo Vanoni, semplice, si è passati ad una procedura molto complessa/complicata.E’ accaduto perché il ben noto “burosauro”, che si è ingigantito via via nel tempo, si è specializzato arendere complesso/complicato ciò che potrebbe essere reso semplice, invece di venire incontro ai contribuenti rendendo sempliceciò che è complesso/complicato.

Ma perché il “burosauro”, che ci allontana progressivamente dai Paesi più moderni, più evoluti, complica i moduli, le procedure, scrive spiegazioni a volte incomprensibili, cioè in “burocratese” (linguaggio e modalità di espressione riservata a pochi eletti), citando Leggi e Leggine,ai più sconosciute, invece di adoperarsi per semplificare, semplificare, semplificare?Ovviamente, ciò non accade solo nel caso della dichiarazione dei redditi, ma anche in altre situazioni. Ma perché il “burosauro” è soffocante, vessatorio, capace solo di complicare piuttosto che snellire/semplificare le procedure, quando inveceavremmo bisogno di una burocrazia che risponda alle esigenze di una società industriale moderna?

A mio avviso perchè il “burosauro” deve giustificare la propria esistenza e anzi assicurarsi che la “specie” si riproduca nel tempo all’insegna del “crescete e moltiplicatevi”. Ma la colpa è solo del “burosauro”? NO, è colpa anche della politica che, oltre a non essere insensibile alle lobby (nella fattispecie commercialisti e sindacati), spesso scrive leggi poco comprensibili i cui aspetti pratici, tecnici e burocratici sono poi affidati ai Ministeri, e quindi entra in campo il“burosauro”con i Decreti attuativi.

La burocrazia che affligge il nostro Paese, arreca danni ai cittadini che vengono trasformati in una sorta di sudditi dimenticando che sono proprio loro con le loro tasse a mantenere il “burosauro”.Come affermato giustamente dal Prof. Ichino in un suo articolo di anni fa, “il “burosauro” consuma risorse umane e finanziarie, dissipa ore di lavoro distruggendo produttività invece di essere una struttura efficiente ed efficace al servizio dei cittadini, come dovrebbe essere in un Paese civile”. Anche il Prof. Panebianco, in un articolo sul Corriere della Sera, espresse una severa critica nei confronti della burocrazia dilagante, soffocante definita “una gabbia d’acciaio” che non solo frena, ma impedisce ogni spinta innovativa favorendo così il declino del Paese.”

Ergo il “burosauro” andrebbe distrutto per ricostruire una burocrazia efficiente, efficace e moderna al servizio dei cittadini. Ma sarà mai possibile? Molto probabilmente no perché il “burosauro” è troppo radicato/diffuso nel nostro Paese e quindi potente, sicuramente più dei politici e anche dei Ministri che si sono avvicendati in questa impresa impossibile.

Gianni Porzi

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*