Prima esdebitazione familiare concessa in Italia a Perugia
Un nucleo familiare di cinque persone, residente nell’area dell’Assisano, non dovrà più restituire 81mila euro di debiti accumulati nel tempo a causa di una lunga catena di eventi sfortunati. È quanto stabilito dal tribunale civile di Perugia, che ha concesso l’esdebitazione completa, estendendo una procedura prevista per i singoli a tutta la famiglia. Si tratta di un provvedimento giudiziario senza precedenti in Italia. La notizia è riportata oggi da Il Messaggero Umbria a firma di Egle Priolo (in prima battuta da Umberto Maiorca di Perugia ToDay).
La decisione, pronunciata dalla giudice Teresa Giardino della terza sezione civile, rappresenta una novità assoluta: per la prima volta è stata applicata l’“esdebitazione dell’incapiente” in forma congiunta ai membri di una famiglia. La magistrata ha ritenuto opportuno riunire le due domande di accesso alla procedura presentate separatamente dai genitori, riconoscendo l’origine comune del sovraindebitamento e l’inutilità di un’eventuale pronuncia non estesa a entrambi.
La famiglia, composta da due genitori e tre figli minori, ha attraversato negli anni una serie di gravi difficoltà. La perdita del lavoro del padre, aggravata da un infortunio che ha causato l’invalidità permanente, la crisi economica dell’azienda per cui lavorava e l’inagibilità della loro abitazione a causa del terremoto hanno compromesso la stabilità economica del nucleo.
Le entrate familiari si riducono oggi a uno stipendio da insegnante a tempo determinato della madre – circa 1.400 euro mensili per dieci mesi l’anno – un assegno di invalidità di 600 euro per il padre e altri 600 euro derivanti dall’assegno unico per i figli. Somme insufficienti a fronte di spese mensili superiori ai 2.600 euro, dovute a rate di finanziamenti, bollette e cartelle esattoriali, tra cui debiti verso l’Agenzia delle Entrate e il Comune di Assisi.
Il tutto è iniziato con un prestito per l’acquisto di un’automobile, contratto in un periodo in cui entrambi i genitori avevano un’occupazione stabile. La situazione è precipitata quando l’uomo ha perso il lavoro e non ha più percepito lo stipendio a causa del fallimento dei suoi datori. Senza la possibilità di onorare i pagamenti, i debiti si sono accumulati, fino a rendere impossibile la sopravvivenza quotidiana senza l’aiuto della Caritas.
A seguito dell’assistenza legale dell’avvocato Francesco Maiorca e dell’intervento di Carlo Orlando, gestore dell’Organismo di composizione della crisi, la famiglia ha ottenuto l’accesso a una procedura prevista dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Tale organismo, soggetto terzo e indipendente, ha il compito di mediare tra debitore e creditori e agevolare soluzioni sostenibili in caso di sovraindebitamento.
Il tribunale ha accolto la richiesta sulla base di un’interpretazione ampia e innovativa della norma, giudicando inesistenti elementi che potessero far dubitare della “meritevolezza” dei ricorrenti. Secondo la sentenza, la famiglia non ha contratto debiti in modo irresponsabile o sproporzionato rispetto alle proprie capacità, ma si è trovata in difficoltà per cause imprevedibili e non imputabili alla propria condotta.
Fondamentale per il riconoscimento del diritto all’esdebitazione è stata anche la constatazione che i genitori non avrebbero potuto offrire alcuna utilità ai creditori, nemmeno in una prospettiva futura. L’insufficienza cronica del reddito e l’assenza di beni da aggredire rendevano inefficace ogni altra misura alternativa.
L’effetto della sentenza è l’annullamento totale delle obbligazioni verso banche, enti pubblici e società di credito, restituendo alla famiglia la possibilità di affrontare il futuro senza l’oppressione del debito. Rimane l’impegno, previsto dalla normativa, a comunicare annualmente per tre anni la propria situazione patrimoniale, con l’obbligo di versare eventuali somme rilevanti sopravvenute ai creditori.
Nel frattempo, i genitori e i tre figli possono tornare a una quotidianità dignitosa, con la speranza che la sentenza apra la strada a nuove applicazioni della norma in casi analoghi.

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