Gare d’appalto truccate: a Gualdo Tadino la proiezione di “Al Massimo Ribasso”

Non solo la proiezione di un film ma anche un’occasione per riflettere sulle trasformazioni del lavoro e dei diritti. Al Cinema Teatro Don Bosco di Gualdo Tadino è stata proiettata, mercoledì 5 dicembre alle 21, la pellicola di “Al Massimo Ribasso”, prodotta dalla Cooperativa Sociale Arcobaleno con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte e Rai Cinema.

Il film è atipico ma, proprio per questo, interessante. Il tema decisamente caldo, ma ancora poco conosciuto, è quello delle gare d’appalto truccate e viene affrontato coraggiosamente, per un prodotto di cinema civile. Presentato per la prima volta al Torino Film Festival, il film offre un punto di vista diverso, quello del regista Riccardo Iacopino, fra i buoni e i cattivi. Da qui nasce il personaggio di Diego, il protagonista interpretato da Matteo Carlomagno, un uomo che appare asettico, che riesce ad appropriarsi di segreti industriali grazie ai quali alcune aziende mafiose vincono gare di appalto pubbliche. È il sottobosco degli intrecci tra corruzione e malavita, una realtà con la quale in molti oggi sono costretti a fare i conti.

Fra gli interpreti anche Luciana Littizzetto nel ruolo di presidente della cooperativa che cerca di spiegare ai soci il suo impegno per non far perdere loro un appalto e i posti di lavoro. L’appuntamento al Cinema Teatro Don Bosco di Gualdo Tadino è stato reso possibile grazie a Legacoopsociali Umbria, ad Asad e alla cooperativa Sopra il Muro, con la collaborazione del Comune di Gualdo Tadino. L’evento, con ingresso gratuito, ha richiamato grande partecipazione di pubblico, accorso numeroso alla prima Umbra di “ Al massimo ribasso”. Non poteva mancare la Presidente di Asad, Liana Cicchi, che ha voluto sottolineare l’importanza di trattare una tematica così importante ma così poco affrontata nel mondo attuale.

“Noi abbiamo subito aderito alla richiesta di LegaCoop di promuovere al proiezione di questo film perché secondo noi è un tema importante e a molti sconosciuti. Le stime dimostrano che ancora il 70% delle gare bandite dagli enti pubblici vengono ancora fatte al massimo ribasso. Dobbiamo far sì che le gare non siano più al massimo ribasso ma che portino in evidenza le competenze, la qualità dei servizi e delle prestazioni che vengono rese. Le gare al massimo ribasso tolgono qualità ai servizi e diritti ai lavoratori: diritto ad avere una equa retribuzione e a lavorare in luoghi sicuri. Noi lo diciamo a gran voce: vogliamo con questo film sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto le istituzioni che sono le stazioni appaltanti con le quali noi ci rapportiamo. Noi Cooperative sociali, visto che il costo del lavoro per noi rappresenta l’80/90% dei nostri costi, è chiaro che partecipare ad una gara al massimo ribasso significherebbe comprimere il costo del lavoro, per cui andare a ledere i diritti dei lavoratori. Lo ricordava anche Papa Giovanni: le gare al massimo ribasso minano la dignità del lavoro. Il messaggio è proprio questo: no alle gare al massimo ribasso, perché impoveriscono le comunità e arricchiscono soltanto quei pochi che speculano utilizzando questo strumento”.

Prima della proiezione del fil ha portato il suo contributo in termini di opinione Andrea Bernardoni, Responsabile regionale delle cooperative sociali, delle imprese sociali e delle cooperative di comunità presso ARCS Legacoop Umbria.

“Il film è stato cooporodotto dalla cooperativa Arcobaleno e dai Rai Cinema; affronta un tema importante che è quello del mercato, che può essere regolato. Noi crediamo che debba essere regolato in modo da premiare la qualità, i diritti dei lavoratori e le imprese che investono. Il senso di questa operazione è quella di andare a dialogare con le comunità e di andare ad introdurre meccanismi che regolano in modo più sensato il mercato”.

Bernardoni ha poi fatto il punto sulla situazione Umbra, anticipando anche i prossimi appuntamenti con la proiezione di “Al Massimo Ribasso”.

“L’Umbria sta lavorando su questi temi; ci sono stati casi di gare al massimo ribasso e abbiamo delle proposte per superarle, che speriamo vengano accolte. Crediamo che questo appuntamento, con la sensibilità del comune, ci permetterà di superare la problematica delle gare al massimo ribasso. Abbiamo proiettato il film a Perugia, a Spoleto, adesso a Gualdo Tadino e dopo Natale cercheremo di portarlo in altre città importanti come Orvieto, Narni e Terni”.

Presente all’evento anche il Sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, che ha chiarito quanto anche le istituzioni sentano il bisogno e il dovere di affrontare la problematica che affligge il mondo degli appalti pubblici.

“Noi abbiamo aderito in maniera convinta a questa serata perché è un tema di stretta attualità: viviamo sulla nostra pelle quelle che sono le normative vigenti che spesso ci impediscono di fare una selezione naturale tra quelle che sono le imprese sane e quelle che invece si pongono sul mercato con tutt’altri tipi di intenti. A volte purtroppo si incappa anche in altri tipi di difficoltà che diventa difficile gestire, quindi io penso che le imprese che stanno sul territorio hanno dimostrato in questi decenni che le imprese che stanno sul territorio hanno dimostrato di saperci stare, di rispettare le regole e i lavoratori, di rispettare la sana concorrenza che dovrebbe esserci. Dico anche però che c’è un impianto normativo che non ci aiuta: il codice degli appalti, piuttosto che semplificarci la vita, ce l’ha tremendamente complicata, ha ottenuto l’effetto contrario rispetto a quello che si prefiggeva.

A volte la grande regolamentazione – ha chiosato il Sindaco Presciutti – produce dei mostri e noi ci dobbiamo districare in mezzo ad una giungla di norme e codici che spesso sono anche di difficile lettura: questa è senza dubbio una serata che ci invita quindi a riflettere non soltanto come istituzioni ma anche come comunità”.

È intervenuto nel corso della serata anche il Presidente della Cooperativa Sopra il Muro, Giampaolo Tomassoli.

“E’ una bella iniziativa che coinvolge finalmente il sociale. Nella realtà in cui viviamo c’è una concorrenza spietata, delle gare al massimo ribasso che obbligano noi cooperative a lottare per riuscire a raggiungere un obiettivo. Bisogna ritornare su una dimensione più umana, capire le necessità del territorio e quindi le persone da inserire piuttosto che ingaggiare una guerra tra cooperative ai fini di far risparmiare gli enti o chi per loro: sta diventando una situazione insostenibile. Bisogna aiutare le persone che hanno problemi di inserimento lavorativo e per questo bisogna riorganizzare il tessuto sociale del territorio”.

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