Due piccoli pazienti trasferiti e presi in carico Perugia protetti.
Due bambini palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza sono stati trasferiti in Umbria per ricevere cure specialistiche contro patologie oncologiche, con presa in carico immediata da parte dell’Azienda Ospedaliera di Perugia. L’arrivo è avvenuto in mattinata con l’assistenza dei sanitari del 118, che hanno garantito il primo supporto clinico prima del ricovero nel reparto di Oncoematologia Pediatrica.
I piccoli pazienti viaggiano insieme ai familiari, provati da mesi di emergenza sanitaria e condizioni di vita precarie. L’accoglienza è stata organizzata in modo coordinato tra ospedale, Regione e rete solidale territoriale, con sistemazione delle famiglie presso la struttura Chianelli e attivazione immediata degli esami diagnostici.
Presa in carico sanitaria immediata
All’ingresso in reparto sono stati avviati accertamenti completi per definire lo stato generale e impostare rapidamente le terapie. Il personale medico e infermieristico ha predisposto protocolli personalizzati per ridurre i tempi di attesa e assicurare continuità assistenziale. Le condizioni cliniche sono state definite discrete, compatibili con l’avvio tempestivo dei trattamenti.
Il reparto di Oncoematologia Pediatrica ha mobilitato équipe multidisciplinari composte da oncologi, ematologi, psicologi e operatori sociali, così da accompagnare non solo il percorso terapeutico ma anche il sostegno emotivo delle famiglie, spesso separate o prive di riferimenti.
La missione umanitaria
Il trasferimento rientra nel programma nazionale di evacuazione sanitaria MedEvac, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile e dal Ministero degli Affari Esteri. L’operazione consente l’uscita da aree dove l’accesso alle cure è fortemente compromesso e indirizza i minori verso centri ospedalieri in grado di garantire trattamenti complessi.
L’intervento umbro si inserisce in una rete di ospedali italiani che hanno aderito alla stessa iniziativa, distribuendo i pazienti secondo specializzazioni e disponibilità di posti letto, con l’obiettivo di assicurare terapie immediate e monitoraggi costanti.
Il sostegno della Regione e della comunità
Nel pomeriggio rappresentanti istituzionali regionali hanno fatto visita ai bambini e ai loro accompagnatori, ribadendo il supporto logistico e sanitario per l’intera durata della degenza. L’impegno comprende mediazione culturale, assistenza sociale e percorsi di integrazione temporanea per garantire condizioni di permanenza dignitose.
La direzione dell’ospedale ha evidenziato come l’intervento non si limiti alla sola dimensione clinica. Oltre alle cure, vengono predisposti spazi di ascolto, servizi psicologici e supporto pratico alle famiglie che affrontano il ricovero in un contesto lontano dal proprio Paese e spesso senza entrambi i genitori.
Strutture e competenze specialistiche
Il Santa Maria della Misericordia ha messo a disposizione tecnologie diagnostiche avanzate, posti letto dedicati e personale altamente qualificato. L’obiettivo è garantire percorsi terapeutici completi, dalla diagnosi alle terapie farmacologiche fino al follow-up, riducendo i rischi e migliorando le prospettive di recupero.
La sanità pubblica umbra consolida così il proprio ruolo di riferimento per interventi ad alta complessità, confermando la capacità di coniugare specializzazione clinica e accoglienza. L’arrivo dei due minori rappresenta un passaggio operativo che unisce assistenza medica e responsabilità umanitaria, offrendo una possibilità concreta di cura a chi proviene da un contesto dove l’accesso ai servizi sanitari resta gravemente limitato.

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