Cucinelli dona “all’umanità” i capi di abbigliamento non venduti

 
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Cucinelli dona "all'umanità" i capi di abbigliamento non venduti

Cucinelli dona “all’umanità” i capi di abbigliamento non venduti

Brunello Cucinelli ha deciso di donare “all’umanità” i capi di abbigliamento che a causa dell’interruzione temporanea delle vendite per l’emergenza Covid “si trovano ancora nelle boutique” di tutto il mondo. Merce con un “valore di produzione” di 30 milioni di euro, ha annunciato l’azienda.

“Un nuovo progetto per la destinazione dei capi di abbigliamento in sovrappiù derivanti dalla chiusura temporanea per la pandemia delle proprie boutique. Questo è il pensiero che ci ha guidati; da diversi filosofi occidentali e orientali abbiamo appreso che non esiste il male assoluto come non esiste il bene assoluto. C’è sempre un po’ di bene nel male e sempre un po’ di male nel bene ed entrambi ci sono maestri.

Pensando a tutto questo abbiamo sentito il desiderio di far dono all’umanità di quei capi di abbigliamento che a causa dell’interruzione temporanea delle vendite si trovano ancora nelle nostre boutique. Il loro valore di manifattura, di stile e commerciale è lo stesso, ma il loro significato è fortemente aumentato, perché ora diventano segno sensibile del nuovo modo di pensare il capitalismo che noi prediligiamo, e che vede nell’armonia tra profitto e dono uno dei suoi momenti umanistici più significativi.

Tali capi li abbiamo considerati una sorta di “amabile risorsa” per l’umanità, quindi vorremmo immaginare questa scelta come un investimento per il futuro della nostra impresa nel grande progetto di “vivere e lavorare in armonia con il creato”. Abbiamo per questo costituito un Consiglio a sostegno dell’Umanità composto da dieci persone di cui sei della nostra famiglia, tutto interno all’azienda.

Tale Consiglio ha il compito di gestire questa importante quantità di capi con un valore di produzione di trenta milioni di Euro e una rete in tutto il mondo costituita dai nostri partners che si sono dimostrati più sensibili e disponibili ad un progetto che li mette in contatto con persone umane dedicate a sostenere persone più bisognose, inviando loro dei piccoli pacchi contenenti tali capi di abbigliamento come dono. Vi sarà una piccola organizzazione interna che si occuperà di questo, e i capi avranno la seguente etichetta indelebile: “Brunello Cucinelli for Humanity”


Leggero calo del fatturato, atteso intorno al 10% per l’anno 2020, leggero calo del fatturato, atteso intorno al 10% per l’anno 2020, primo semestre fortemente impattato per la chiusura di un numero significativo di boutique nel mondo a causa della pandemia, ricavi netti al 30 giugno 2020 pari a 205,5 milioni di Euro, -29,5% a cambi correnti (-29,7% a cambi costanti) rispetto ai 291,4 milioni di Euro al 30 giugno 2019, Europa -23,8%, Italia -34,9%, Nord America -39,1%, Cina -19,1%, Resto del Mondo
-19,4%; performance per canali distributivi: monomarca retail -31,7%, multimarca wholesale -23,7%; monomarca wholesale -27,7%.

Il Consiglio di Amministrazione di Brunello Cucinelli S.p.A. – Maison italiana operante nel settore dei beni di lusso, quotata sul Mercato Telematico Azionario di Borsa Italiana – ha aggiornato in data odierna le stime di fatturato per l’esercizio 2020 ed ha esaminato i ricavi netti preliminari del primo semestre 2020.

“Su questo primo semestre dell’anno ha fortemente influito la pandemia che si è abbattuta sul nostro pianeta – ha spiegato Brunello Cucinelli, Presidente Esecutivo della Società – . Ma già ad oggi riusciamo ad immaginare positivamente un terzo e quarto trimestre che ci dovrebbero portare ad un leggero calo del fatturato nel 2020 intorno al 10%. Immaginiamo altresì un 2021 in netta ripresa con un riequilibrio di fatturato che noi stimiamo intorno al 15%.”

Dopo una partenza molto positiva sia sotto il profilo economico che d’immagine del brand, i risultati del primo semestre 2020 sono stati fortemente influenzati dalla pandemia e dal relativo lockdown, che ha portato alla conseguente chiusura di un significativo numero di boutique nel mondo.

“In questi mesi – è scritto in una nota – abbiamo mantenuto invariata e fortemente solida la nostra struttura aziendale, accompagnandola con un sano controllo dei costi, per essere pronti nel migliore dei modi a riprendere il nostro progetto di crescita già a partire dal secondo semestre 2020. Siamo molto fiduciosi sul secondo semestre, che guardiamo con “l’occhio del riavvio” e della progettazione per un ritorno ad una “sobria normalità”; stimiamo quindi una performance positiva sia per il terzo trimestre che per il quarto trimestre, con un leggero calo del fatturato intorno al – 10% atteso per l’anno 2020. Riteniamo quindi necessario esprimere la nostra forte positività anche per il 2021, anno che consideriamo del “riequilibrio”, dove progettiamo una crescita del fatturato pari al +15% rispetto al 2020, e per il 2022, dove ci attendiamo di tornare a una crescita in linea con la progettazione di lungo periodo.


 

1 Commento

  1. Ancora una volta e anche in questa difficile situazione per tutti, agisce da persona profondamente sensibile ed intelligente quale è. Una persona illuminata. Un grande uomo…

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