Concorso letterario “Rina Gatti”, prorogata al 31 dicembre la scadenza del bando

Tra le novità della quinta edizione la sezione dedicata alle donne e alle bambine di Kabul

Concorso letterario Rina Gatti, prorogata al 31 dicembre la scadenza del bando

Concorso letterario “Rina Gatti”, prorogata al 31 dicembre la scadenza del bando

E’ stata prorogata al 31 dicembre la scadenza del Concorso Nazionale Letterario “Rina Gatti”.

Il Premio letterario, promosso dall’Associazione “Europa Comunica”, della quale fa parte il figlio della scrittrice umbra, Giovanni Paoletti, in collaborazione con l’Ufficio della Consigliera di Parità della Provincia di Perugia e con Bertoni Editore, è aperto a tutti coloro che abbiano raggiunto il 18° anno di età e siano residenti in Italia.


Fonte: Provincia di Perugia


“A seguito di alcune richieste ricevute – spiega Giovanni Paoletti -, per motivazioni che meritano attenzione e con lo scopo di favorire la partecipazione di tutti coloro che lo desiderano, la segreteria Organizzativa del Concorso ha deciso di prorogare il termine di scadenza del bando, che passa dal 15 al 31 dicembre”.

Concorso letterario Rina Gatti, prorogata al 31 dicembre la scadenza del bandoSi può partecipare presentando un racconto breve oppure un diario breve che abbia ad oggetto le tematiche attinenti il ruolo della donna nella società e la sua modificazione a seconda del periodo storico e della cultura di riferimento, le sue conquiste di emancipazione ed il relativo percorso storico-culturale, le pari opportunità, la condizione femminile ed il raggiungimento dell’autodeterminazione in contesti difficili, l’importanza della figura femminile nella trasmissione tra le generazioni di saperi e di valori.

Questa quinta edizione del Concorso dedica una sezione speciale alle donne e alle bambine di Kabul, travolte dal precipitare degli eventi e dal concreto rischio di essere costrette ad un ritorno indietro nel tempo, che cancellerebbe ogni speranza di mantenere o migliorare i pochi progressi riguardo lo status sociale delle donne afgane.

Le opere che si ispireranno alla situazione presente o passata delle donne afgane, oltre che a concorrere per il premio generale, entreranno quindi a far parte di questa nuova sezione, denominata “Mille penne per le donne di Kabul”.

La Giuria e i vincitori

La Giuria del Concorso stilerà una classifica degli elaborati basandosi sulla propria sensibilità artistica e umana, in considerazione della qualità letteraria dello scritto, dell’uso brillante della lingua italiana e dell’abilità nella composizione, dell’originalità espressiva e della capacità di coinvolgere emotivamente il lettore.

I racconti vincitori e quelli ritenuti meritevoli saranno pubblicati dalla Casa Editrice Bertoni in una raccolta (Antologia dal titolo “Vi parlerò di Lei”) e i relativi volumi faranno parte dei premi consegnati ai vincitori e ai segnalati dalla giuria.

Il Bando completo si trova a questo indirizzo: https://www.rinagatti.it/concorso-nazionale-rina-gatti/. Per ulteriori chiarimenti e informazioni è possibile contattare il numero 3484082257 o scrivere a premiorinagatti@gmail.com.

Curiosità su Rina Gatti

Rina Gatti, nata a Torgiano nel 1923, è stata una donna coraggiosa e sensibile, che ha usato il coraggio per intraprendere un percorso di emancipazione personale che l’ha portata ad essere testimone preziosa e appassionata di un mondo nel quale la donna era la vittima privilegiata di meccanismi arretrati e strutturati in una visione uomo-centrica dell’organizzazione sociale. Attraverso la scrittura ha usato tutta la sensibilità e l‟amore di donna, madre e nonna per trasmettere alle nuove generazioni un messaggio positivo e stimolante. Ha così raccontato la durezza e le contraddizioni del mondo contadino del 900, rappresentando un quadro universale sui sentimenti, sulle speranze, sulle conquiste che hanno permesso alle donne di assumere consapevolezza e di raggiungere un’emancipazione che sembrava un miraggio per le loro nonne. Seguendo la sua sensibilità e la sua vocazione, Rina Gatti, si è assunta il ruolo di testimone non solo attraverso i suoi libri, conosciuti in Italia a all’estero, ma anche attraverso la sua attività diretta con la scuole. Alle immagini e alle tematiche raccontate nei suoi volumi più famosi “Stanze vuote” e “Stanze vuote, addio” restano legate le motivazioni principali che la rendono una donna simbolo non solo dell’Umbria che fa da sfondo ai suoi racconti, ma di tutte le donne del mondo, specialmente di quelle che ancora oggi sono costrette in situazioni e legami familiari o sociali che inibiscono loro la libertà e l’autodeterminazione.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*