Lavori incompleti, salme accatastate dall’11 marzo scorso
Cimitero di Fontignano – A Fontignano, nella periferia sud di Perugia, i lavori di sistemazione del cimitero locale procedono con estrema lentezza. Le salme estumulate lo scorso 11 marzo sono ancora oggi accatastate sotto un gazebo, in attesa di una ricollocazione definitiva che tarda ad arrivare. I ritardi, ampiamente superiori alle tempistiche tecniche previste, stanno generando indignazione tra i cittadini.
Il problema ha origine da un cedimento strutturale avvenuto almeno dieci anni fa. La porzione di camposanto coinvolta, che ospitava una quarantina di loculi, scrive Liana Francisci da Fontignano, era stata puntellata per anni, in attesa di un intervento risolutivo. Le difficoltà burocratiche e le necessarie comunicazioni con i familiari dei defunti hanno allungato ulteriormente i tempi, fino a posticipare l’inizio dei lavori per lungo tempo.
Cimitero di Fontignano
Dopo anni di attese, scrive Liana Francisci, la fase delle estumulazioni si è finalmente conclusa l’11 marzo scorso. Si trattava di una tappa fondamentale per consentire la ricostruzione della zona crollata e la successiva sistemazione definitiva delle salme. I tecnici avevano previsto un termine lavori stimato in circa due mesi e mezzo, rendendo ragionevole pensare che tutto sarebbe stato completato entro la fine di maggio o, al più tardi, i primi di giugno.
Tuttavia, a metà luglio, la situazione è ferma. Le salme rimangono sotto un gazebo. L’indicazione ufficiale riportata su un cartello esposto nel cimitero segnava come data di fine lavori il 19 luglio, ma è ormai evidente che il termine non sarà rispettato.
A confermare la previsione di ulteriori ritardi è stata un’interrogazione presentata dal consigliere d’opposizione Augusto Peltristo, alla quale l’assessore competente ha risposto lasciando intendere che i lavori potrebbero concludersi non prima di settembre. L’ipotesi è tutt’altro che ottimistica, considerando che il mese di agosto coincide con una sostanziale sospensione delle attività lavorative nel settore edilizio.
Nel frattempo, i resti dei defunti rimangono esposti in condizioni precarie, in contrasto con ogni forma di rispetto verso il lutto e la memoria. Alcuni cittadini coinvolti direttamente nella vicenda, proprietari storici dei loculi, denunciano il degrado e la mancanza di attenzione: loculi acquistati oltre sessant’anni fa, oggi ridotti a un cumulo di attese e promesse disattese.
L’episodio pone una riflessione più ampia sul trattamento dei defunti e il valore del rispetto nelle pratiche cimiteriali. L’intera comunità di Fontignano osserva con crescente amarezza una situazione che appare sempre più ingiustificabile.
E’ prevista, dice ancora Francisci, ufficialmente la fine lavori per sabato 19 ma lo stato dell arte non farebbe pensare al rispetto di questo termine.

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