“CHI PUO’ CI AIUTI A SOSTENERE I POVERI”

poveridi Andrea Sonaglia (UJ.com 3.0) PERUGIA – A Ponte San Giovanni continua a tenere banco la questione “solidarietà”. Le associazioni del territorio dedite a sostenere la causa dei più bisognosi sono fortemente impegnate per mantenere i livelli di assistenza. L’ormai nota e generalizzata crisi economica, che ha investito l’Italia e non solo, ha ulteriormente aggravato la situazione, tanto che sono sempre più frequenti le richieste alla locale Caritas da parte degli anziani, degli stranieri e di qualche famiglia italiana. Tra le realtà associative più vicine all’organismo pastorale di Ponte San Giovanni c’è il Centro Socio Culturale I^ Maggio, che settimanalmente collabora consegnando diverse tipologie di generi alimentari, il più delle volte racchiuse in dei pasti già confezionati. Un’attività che viene portata avanti con grande passione e che gli stessi anziani vorrebbero ulteriormente incrementare. “Stiamo valutando – afferma il Presidente del Centro Socio Culturale, Roberto Baldassarri – di organizzare da settembre, con scadenza mensile, un pranzo domenicale per i più bisognosi. Giorno dopo giorno ci stiamo rendendo sempre più conto di come la situazione nel territorio stia peggiorando e di quanto sia aumentato il numero di famiglie che si rivolgono a noi e di conseguenza alla Caritas per avere un sostegno, non solo economico, ma anche alimentare”. Una situazione difficile, che potrebbe essere arginata anche con un contributo proveniente dall’esterno, da parte di chi quotidianamente non si trova a convivere con certe problematiche. “Come Centro Socio Culturale abbiamo pensato di fare un appello alla cittadinanza e soprattutto a chi ha possibilità economiche, di avvicinarsi a queste problematiche e di destinare qualche risorsa alla Caritas per incrementare il sostegno verso chi è in difficoltà. Se noi pensiamo che con un semplice gesto potremmo immettere sul mercato della liquidità spendibile subito, mi riferisco ad una modica cifra mensile, tipo cento euro, ai pensionati sotto i cinquecento euro o alle famiglie senza reddito. Ne beneficerebbe anche il mercato e perfino l’erario. Non ci rivolgiamo solo alla politica, ma alla gente comune e a chi può veramente migliorare la quotidianità di tanti”.

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