Centralità della persona nella relazione di cura oltre 200 medici e giuristi

Centralità della persona nella relazione di cura oltre 200 medici e giuristi

Centralità della persona nella relazione di cura oltre 200 medici e giuristi

Perugia ha ospitato nella sala Brugnoli di palazzo Cesaroni un convegno sulla fragilità della persona che ha visto la partecipazione di 200 tra medici e giuristi provenienti da tutta Italia, per un confronto che si é rivelato, come hanno garantito gli organizzatori, “ricco di riflessioni e proposte, che saranno sottoposte già a partire dai prossimi giorni agli enti preposti alla tutela della persona fragile in campo assistenziale e giuridico”.

Al Convegno, organizzato da Stefania De Canonico, coordinatore regionale dell’Umbria della associazione “ Diritti in movimento” in collaborazione con la Camera Civile di Perugia e con il patrocinio dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria della Misericordia, Sulla alleanza terapeutica che va stabilità tra medici e familiari del paziente si sono alternati diversi esperti, tra questi Massimo Lenti, direttore della Chirurgia Vascolare di Perugia, che ha ricordato come “in situazioni di emergenza il professionista non è concentrato sul consenso informato raccolto prima dell’intervento e magari ottenuto dai familiari, quanto sul raggiungimento del miglior risultato possibile in una fase di elevata criticità e di rischio della vita”.

Sullo stesso tema sono intervenuti Il professore Paolo Cendon, ordinario di diritto civile dell’Università di Traeste, l’avvocato Michela del Vecchio e i medici Giuseppe Casale, direttore sanitario e scientifico dell’hospice Antea di Roma, Girolamo Del Monte, direttore sanitario dell’hospice San Raffaele di Cassino e Chiara Pilotti, assistente sociale palliativista presso l’hospice Antea di Roma.

Dal confronto è anche emersa una criticità riguardante la presa in carico del malato terminale, nonostante esistano norme e strutture – ha sottolineato De Canonico-. Gli atti del convegno sono a disposizione di chi ha la responsabilità di occuparsi di chi è in difficoltà per periodi di vita più o meno lunghi : lo stato dell’arte di bisogni e criticità è stato ben inventariato”.

 
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