Cash trapping che è e come difendersi, la rubrica dell’avvocato Giasprini

Cash trapping che è e come difendersi, la rubrica dell’avvocato Giasprini

Occorre prestare molta attenzione al fine di non cadere nell’insidioso tranello del “cash trapping” che è una modalità utilizzata per prelevare artatamente ed illecitamente i soldi dei risparmiatori dagli sportelli bancomat.

Tale pericolosa tecnica può essere posta in essere con esecuzioni diversificate.

In talune casistiche è necessaria la presenza fisica del consumatore che diviene una ignara vittima nelle mani del malfattore nel frangente in cui si reca a prelevare contanti allo sportello della filiale.

In ulteriori circostanze, più all’avanguardia, invece, l’agente truffaldino è in grado addirittura di mandare in tilt il terminale.

La modalità più gettonata di tale illecita pratica, è definita “cash trapping a forchetta”, mediante la quale l’oggetto adoperato si rivela di piccolissime dimensioni, trattandosi di una forcella che viene letteralmente incastrata nella “shutter” ossia nella fessura del bancomat ove fuoriescono le banconote.

Inizialmente, invero, il balordo, effettua un prelievo attraverso una card “civetta” che consente a costui di accedere alla fessura ancora aperta nella quale inserisce immediatamente “la forchetta”.

  Avv. Isabella Giasprini

Nella ipotesi in cui vi è la presenza dell’ignaro consumatore, avviene tale dinamica; il balordo, attenderà con trepidazione il frangente in cui il risparmiatore si renderà conto della impossibilità di prelevare le banconote richieste e, credendo vi sia un guasto, quest’ultimo si recherà immediatamente nell’istituto di credito per segnalare l’anomalia.

Proprio in quella circostanza, il malfattore, con molta scaltrezza, si precipiterà allo sportello lasciato temporaneamente incustodito per prelevare il denaro che invece è rimasto incastrato nella forcella (o forchetta) artatamente da questi inserita.

Tale truffaldina modalità, tuttavia, ha valenza soltanto una volta poiché dopo che la forcella viene ritirata, il terminale resterà in via definitiva danneggiato e non sarà più riutilizzabile.

La seconda modalità sopracitata, ossia il “cash trappin greversal” è ancora più infima e pericolosa poiché non è in tal caso necessaria la presenza fisica dell’ignaro risparmiatore.

In tal caso, l’esecutore, porrà in essere un primo ed ordinario prelievo mediante una card valida, dopo di che attenderà che lo shuttersi apra, ritirerà le banconote ordinate e subito inserirà la c.d. “forchetta”.

Compiuto ciò, l’agente utilizzerà un ulteriore oggetto per fare in modo che la fessura resti aperta ed effettuerà un secondo prelievo digitando la massima somma prelevabile in contante dal terminale.

Nel frangente dell’emissione del denaro, tuttavia, il terminale andrà “in tilt” ossia le pregresse e fraudolente manovre genereranno un riavvio automatico dell’apparecchio.

In tale premeditata occasione, l’agente repentinamente sarà in grado di riappropriarsi delle banconote incastrate nella “forchetta”, evitando, tuttavia, che il prelievo venga addebitato alla sua card.

Tale artata modalità può essere addirittura reiterata più volte e consente al fraudolente agente di impossessarsi furtivamente anche di elevate somme di denaro.

A fronte di tale pericolosa situazione di potenziale pericolo a danno dei risparmiatori, questi ultimi dovranno essere sempre molto accorti nell’eseguire i loro prelievi agli sportelli bancomat.

E’ di primaria importanza che il consumatore prima di abbandonare lo sportello, controlli accuratamente che la fessura dalla quale è fuoriuscito il denaro che ha appena prelevato, si chiuda in maniera totale.

Nella malaugurata ipotesi in cui questa non si chiuda integralmente o non fuoriescano le banconote richieste, il consumatore dovrà immediatamente contattare la banca possibilmente telefonicamente senza abbandonare lo sportello.

Mi raccomando, occhi aperti!

Avv. Isabella Giasprini

(Dirigente Provinciale “Unione Nazionale Consumatori Umbria”)

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