Abitare insieme in Umbria, realtà e visione per la coabitazione solidale

Abitare insieme in Umbria. realtà e visione per la coabitazione solidale

Abitare insieme in Umbria, realtà e visione per la coabitazione solidale

Superare le barriere dell’età, ridurre le spese e creare un senso di comunità che fa sentire tutti meno soli e più sicuri. E’ tutto questo, e tanto altro, alla base dell’idea di cohousing: un nuovo modo di vivere che è stato al centro del convegno dal titolo “Abitare insieme l’Umbria. Realtà e visione per la coabitazione solidale”, organizzato dalla Fnp Cisl Umbria e della Fnp Cisl – Coordinamento politiche di genere Umbria che si è svolto mercoledì 10 aprile 2024 a partire dalle ore 9,30 alla Domus Pacis Assisi a Santa Maria degli Angeli di Assisi.

Ad aprire l’incontro è stato il segretario generale Fnp Cisl Umbria Luigi Fabiani, che ha evidenziato come ”L’idea parta da lontano, su cui si stava riflettendo da tempo. L’idea nasce guardando i numeri che caratterizzano questa regione: abbiamo diminuito di circa 2 mila abitanti e con una età media di 48 anni. Come sindacato ascoltiamo molto le necessità e i bisogni degli anziani, cercando di dare delle soluzioni, come la cohousing intergenerazionale. Penso che la nostra regione possa diventare una regione pilota per quanto riguarda questo progetto”.

In Italia sono 40 le esperienze abitative che possono definirsi di cohousing e si trovano principalmente al Nord, soprattutto in Piemonte e Lombardia e con alcuni esempi anche in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Toscana (la regione più a sud dove sono state rilevate soluzioni di abitare in condivisione).

Per Bruna Raspa, coordinatrice politiche di genere Fnp Cisl Umbria, ”quando si parla di cohousing si parla di coabitazioni dove le persone anziane possono vivere mantenendo la prorpia privacy ma avendo anche degli spazi in comune. Possono continuare una vita simile a quella che hanno vissuto, ma nello stesso tempo combattere la solitudine. Possiamo parlare anche di cohousing intergenerazionale, fra anziani e giovani, che si aiutano reciprocamente”.

Secondo la mappatura della co abitazione il primo modello in Italia è nato nel 2001 ma è soltanto negli ultimi anni che si è riscontrato un forte incremento con 14 progetti ideati e insediati dal 2010 e 2014 e tanti altri che si sono sviluppati di recente.

Per Angelo Manzotti, segretario generale Cisl Umbria, ”le questioni sociali sono all’attenzione della nostra organizzazione sindacale, soprattutto ora. Dove non c’è solo un disagio economico, ma anche sanitario, alimentare ed abitativo. Oggi vogliamo portare al centro dell’attenzione delle istituzioni proprio il nodo delle abitazioni, quindi il Cohousing potrebbe essere una risposta per dare soddisfazione a quelle famiglie che sono in difficoltà: circa il 43% delle famiglie che si trova in difficoltà lamentano anche dei disagi abitativi, quindi si deve puntare sull’edilizia residenziale e pubblica”.

Il convegno, è stato coordinato dal presidente Eticamente Vincenzo Silvestrelli, ha visto gli interventi di Edi Cicchi, assessore ai servizi sociali Comune di Perugia; Rosita Garzi
docente e ricercatrice di sociologia del lavoro dell’Università degli studi di Perugia; Luciano Malfer, research, family development anche people strategy manager – Fondazione Bruno Kessler (Trento); Paolo Belardi del dipartimento di ingegneria civile e ambientale Università degli Studi di Perugia e Maria Cristina Canuti vice sindaco di Deruta.
I vari interventi hanno portato alla luce esperienze locali e comunali di cohousing, insieme a punti di forza o criticità di questo nuovo paradigma dell’abitare.

Presente anche Donatella Tesei, presidente della regione Umbria, che ha evidenziato come ”Il cohousing è un progetto ed un’aspetto a cui guardare con molto interesse. La Regione Umbria ha un numero e percentuale di anziani molto alta, non ci sfugge il tema: questo vuol dire che nella nostra regione si vive a lungo e bene, ma noi dobbiamo pensare ad accompagnare questo percorso della vita con iniziative che diano la possibilità ad anziani con attività sportive e non solo. Esperimenti di cohousing il futuro da guardare con interesse e questi momenti di confronto servono a tutti”.
I lavori sono stati conclusi, da programma, dal segretario generale nazionale Fnp Cisl Emilio Didonè, che ha puntato l’attenzione su questi progetti e sul loro sviluppo in tutta Italia e non solo al nord.

”La nuova legge sulla non autosufficienza e sugli anziani specifica che si deve fare cohousing intergenerazionale e cohousing senior: il problema è che si deve passare dal dire al fare. Continuiamo a fare progetti e poi si fa molto poco. Bisogna trovare e mettersi in condizioni di portare a termine questi progetti: quindi agire sul fisco con benefici fiscali; mettere insieme i risparmi pubblici e privati, perchè l’88% degli italiani sono proprietari di casa. Ci saranno dei problemi, non solo quelli della solitudine, legati al fatto che ad una certa età è difficile abbandonare la casa di una vita, ma si deve preparare a livello culturale le generazioni a fare questa scelta, che in America, in Svezia o in Danimarca è normale, ma qua è ancora da costruire. Si deve costruire in un progetto nazionale con delle leggi cornici che possano creare un sistema unitario”.

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