Urge una soluzione tempestiva per il mercatino, chiede Fratelli d’Italia

Le proposte di FdI a seguito di incontri con le associazioni degli ambulanti

 
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Urge una soluzione tempestiva per il mercatino, chiede Fratelli d'Italia

Urge una soluzione tempestiva per il mercatino, chiede Fratelli d’Italia


La questione della sistemazione del mercatino del mercoledì deve necessariamente trovare una soluzione a breve. Lo chiedono giustamente gli operatori, che hanno diritto di vedere tutelata la loro attività, ma lo chiedono anche gli utenti del mercato settimanale, che sono centinaia ogni mercoledì, e lo chiede anche la città, dovendo essere garantita una tradizione che ormai la accompagna da decenni. Diversi incontri sono stati quindi tenuti sia dagli amministratori comunali di Fratelli d’Italia che dai rappresentanti del partito con gli esponenti delle associazioni degli ambulanti, al fine di trovare una soluzione definitiva della vicenda.
Come è noto infatti gli ambulanti si sono dovuti spostare dalla loro sede naturale, quella del Foro Boario, in attesa che vengano completate le opere per le realizzazione del palasport e quindi riallestita un’area a loro disposizione. La soluzione che era stata concordata ed è stata attuata fino ad ora, quella dello spostamento a vocabolo Staino, se appariva come la migliore quando è stata programmata, purtroppo, in conseguenza delle prescrizioni imposte dalle misure anti-covid, non risulta più mantenibile, soprattutto dal momento in cui quell’area dovrà essere condivisa con il lunapark, a partire dal mese di novembre.
Tale data quindi è il termine improcrastinabile entro cui va trovata una soluzione. Ma quella che al momento appare come una problematica, se ben gestita può diventare una risorsa. E’ infatti altrettanto noto e dibattuto come il commercio a Terni ed in particolare nel centro versi in una situazione di difficoltà che richiede soluzioni ed interventi. Ebbene, in questo senso, seppur non può essere la panacea di tutti i mali, lo spostamento del mercatino in una zona centrale o quantomeno adiacente, può essere utile tanto per gli ambulanti quanto per i commercianti, oltre ad essere un vantaggio per i fruitori.
La soluzione di utilizzare le tre piazze centrali (Solferino, Repubblica ed Europa) con l’estensione in alcune vie adiacenti, tipo la chiusura di via Cristoforo Colombo e il primo pezzo di corso del Popolo, avrebbe certamente un effetto positivo in questa direzione. Anche se bisognerebbe indubbiamente tenere conto della concomitanza con gli eventi natalizi, che a loro volta richiederebbero la disponibilità di spazi. Detta ipotesi richiede pertanto un attento studio che soppesi vantaggi e difficoltà e che consenta di valutare con equilibrio tutti gli elementi.
Ma stesso effetto positivo avrebbe la soluzione di attestare il mercatino nella zona del parcheggio delle ex officine Bosco, area di dimensioni tali da consentire di ospitare tutti i banchi. Chiaramente anche qui è necessaria un’organizzazione tale che permetta di contemperare i vari interessi contrapposti, essendo detta area adibita a parcheggio, in particolare per chi usufruisce del treno per recarsi al lavoro. Ma per non penalizzare in alcuna maniera le legittime esigenze dei pendolari, l’amministrazione potrebbe adibire a parcheggio l’area collocata aldilà della passerella e che ad oggi è solo in parte a ciò designata; ferma restando l’utilizzabilità dell’aera ex scalo merci a sinistra della stazione e quella adiacente la palazzina Atc. Inoltre un’agevolazione nei parcheggi sulle strisce blu in tutta la zona favorirebbe ulteriormente i cittadini, fermo restando che detta zona è ottimamente servita dai mezzi pubblici.
Come si vede, soluzioni, anche alternative, ne sono possibili, unite dal filo conduttore della salvaguardia dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, ma anche al fine di far sì che quella che si presenta come un’esigenza possa trasformarsi in un’opportunità e ciò nella direzione di un primo passo per la rivitalizzazione del centro. Ciò che conta, e per il quale Fratelli d’Italia si sta spendendo, è che, di fronte alla ripetute rimostranze avanzate da più parti, i sacrosanti diritti di ogni categoria trovino risposte in tempi tali da non aggravare ulteriormente una situazione già di per sé difficile a causa del particolare momento che si sta vivendo.

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