Sanità, sindacati: incontri inconcludenti con la Regione, si inasprisce il conflitto

 
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Sindacati della sanità umbra, agli eroi non si tagliano gli stipendi, vergogna!

Sanità, sindacati: incontri inconcludenti con la Regione, si inasprisce il conflitto

Due incontri istituzionali al massimo livello “assolutamente inconcludenti”. È netto il giudizio dei sindacati Cgil, Cisl e Uil e delle rispettive categorie della Funzione Pubblica sull’interlocuzione avuta oggi, 4 novembre, prima con l’assessore regionale alla Sanità Coletto (ancora una volta presente solo per pochi minuti al tavolo) e poi con la presidente della Regione, Donatella Tesei.

“Nessuna novità, nessun cambio di direzione nonostante le gravissime criticità, in tema di assunzioni, sicurezza ed organizzazione, che quotidianamente vengono denunciate dalle lavoratrici e dai lavoratori – spiegano i sindacati – Riteniamo irresponsabile questo atteggiamento di chiusura di fronte ad una situazione evidentemente drammatica, frutto di una mancata programmazione nei mesi precedenti alla seconda ondata”.
Cgil, Cisl e Uil invieranno quindi in queste ore una formale comunicazione alla presidente della Regione Umbria ed al prefetto di Perugia, contenente le valutazioni sull’incontro, sottolineando l’ulteriore chiusura di parte istituzionale e riconfermando quindi la richiesta di convocazione del tavolo conciliativo in prefettura.
Al contempo prosegue il percorso di mobilitazione itinerante avviata martedì a Spoleto: venerdì i sindacati saranno in presidio davanti all’ospedale Santa Maria di Terni, alle ore 10 e altri appuntamenti saranno programmati per la prossima settimana.
Le priorità per i sindacati sono chiare: “Resta urgente garantire al più presto non solo assunzioni di personale a tempo indeterminato – affermano i segretari di Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl, Tatiana Cazzaniga, Luca Talevi e Marco Cotone – ma anche un’organizzazione attenta del servizio sanitario, con l’opportuno coordinamento tra ospedali e territorio (con particolare riferimento a pediatri, medici di medicina generale, strutture socio sanitarie ed assistenziali, USCA e continuità assistenziale), garantendo a tutti gli operatori sanitari impegnati in prima linea la fornitura di adeguati e sufficienti dispositivi di protezione”.

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