Muzi Betti, sono 100 le persone positive, 74 ospiti e 26 operatori sanitari

 
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Due anziani dell'Asp Muzi Betti trasferiti nel reparto covid dell'ospedale

Muzi Betti, sono 100 le persone positive, 74 ospiti e 26 operatori sanitari

“Nella giornata del 5 gennaio abbiamo avuto 23 nuovi postivi, ma ben 22 guariti, e ieri, festa dell’Epifania, 3 nuovi contagiati e 14 guarigioni”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha aggiornato così la situazione dell’emergenza da Covid-19 a Città di Castello, osservando come “il saldo attivo, 36 a 26, tra guarigioni e nuove positività sia un buon segnale, anche se i numeri in entrambi i casi sono alti e testimoniano come il virus stia circolando in maniera molto consistente, per cui non dobbiamo abbassare la guardia, ma anche che gran parte delle situazioni può essere gestita con esito favorevole in isolamento domiciliare e in tempi relativamente brevi, soprattutto perché a essere interessate sono fasce d’età più giovani che in passato”.

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“La situazione che dobbiamo seguire con più attenzione, partecipazione, solidarietà è quella dell’Asp Muzi Betti, dove è stato completato il terzo giro di tamponi, a seguito del focolaio veramente preoccupante che si è sviluppato improvvisamente, a testimonianza della imprevedibilità del Covid, in presenza di tutte le cautele e senza alcuna imprudenza, visto che gli unici contatti degli anziani erano con gli operatori della struttura”, ha sottolineato il sindaco, che ha fornito i dati aggiornati: 74 ospiti e 26 operatori positivi, per un totale di 100 persone. 

“Un numero consistente – ha osservato Bacchetta – che pone esigenze differenti, perché mentre per gli operatori il problema è meno complesso, dato che sono persone giovani che passeranno i giorni di malattia nelle loro case perché non presentano sintomi particolari, ben diverso è il discorso per gli anziani, sia per l’età che per patologie, ma soprattutto per la necessità di non portarli in luoghi diversi da Città di Castello, visto che sopporterebbero male i disagi di un trasferimento”.

Ecco perché io ho posto il problema di evitare assolutamente il trasferimento dei nostri anziani in altre città, in altri ospedali, e voglio ringraziare molto sia la Regione, che l’Usl Umbria 1, perché hanno dimostrato grande collaborazione, grande impegno e grande sensibilità”, ha puntualizzato il sindaco, che ha dato conto del fatto che alla Muzi Betti, dopo una riunione tra i dirigenti della struttura, dell’Usl Umbria 1 e della Regione sia stata trovata la soluzione di riservare un piano intero agli ospiti contagiati.

“Il reparto Covid allestito a Muzi Betti offre una collocazione molto efficace e sono molto contento, perché il primo elemento di preoccupazione è stato quello di evitare più disagi possibili agli anziani”, ha rimarcato Bacchetta, chiarendo che “questo reparto ospita attualmente  49 persone, mentre 19 anziani si trovano all’ospedale di Città di Castello e 6 si trovano a Villa Muzi”, ha chiarito Bacchetta.

“Nella gran parte dei casi gli anziani sono pauci sintomatici o asintomatici e i segnali sembrano per adesso abbastanza incoraggianti”, ha evidenziato il sindaco, che ha dato notizia dell’avvenuta vaccinazione dei primi sei operatori sanitari della Muzi Betti, il direttore sanitario Antonio Moni, il responsabile dei servizi assistenziali Ascanio Graziotti e gli addetti Isabella Daimo, Corrado Tiberi, Paola Bondi e Michela Sabbioni. “Un bel segnale perché la vaccinazione all’interno della residenza sanitaria è l’unico modo per diminuire sensibilmente ogni rischio derivante dal Covid-19”, ha commentato Bacchetta, auspicando che “molto presto possano essere vaccinati anche i nostri anziani”.

Il sindaco ha, quindi, dato conto con soddisfazione che “la collaborazione con l’Usl Umbria 1 abbia permesso il trasferimento temporaneo di due infermieri dell’azienda alla Muzi Betti, davvero un buon segnale in presenza di una carenza di personale indiscutibile con 26 operatori positivi”. “Non era facile – ha evidenziato Bacchetta –  perché anche l’Usl Umbria 1 è in prima fila, con un reparto Covid dell’ospedale tifernate pieno e una terapia intensiva Covid con numeri consistenti, per cui anche i nostri operatori sanitari vivono all’interno del nosocomio locale una situazione di stress”.  “Si sta facendo tutto il possibile per i nostri anziani, che debbono essere la nostra prima preoccupazione, per cui auguriamoci che le cose migliorino presto”, ha concluso il sindaco.

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