Manifestazione in Piazza, (R)esistiamo, lo Stato di Palestina deve essere riconosciuto 🔴📸 Video e foto

 
Chiama o scrivi in redazione


Manifestazione in Piazza, (R)esistiamo, lo Stato di Palestina deve essere riconosciuto

<

div dir=”auto”>Non ci sarà giustizia e pace in questo mondo finché la Palestina non sarà libera: la ferita nella nostra coscienza continuerà a sanguinare. Sempre dalla parte di chi lotta per la libertà. E’ con queste parole che l’associazione Usp Palestina Perugia ha organizzato una manifestazione a Perugia, in Piazza Italia, (R)esistiamo: perché ogni lotta di libertà è una causa che riguarda tutti.

Quello che sta accadendo in queste ore in Palestina è un’altra ferita nella coscienza del mondo. Gli scontri sono iniziati quando gruppi dell’estrema destra israeliana, guidati dall’organizzazione Lehava, si sono scagliati contro alcuni palestinesi. Poi le proteste per gli sfratti a Sheikh Jarrah, perpetrati dal governo Netanyahu ai danni delle minoranze arabo-israeliane, hanno fatto salire le tensioni scatenando la reazione di Hamas e la rivolta delle minoranze arabo-israeliane. Da giorni ormai piovono razzi e dilagano scontri armati tra Gerusalemme, Gaza e Tel Aviv.

Da decenni Israele si appropria di territori che legalmente appartengono alla Palestina, mentre il popolo palestinese è costretto a vivere in condizioni precarie, privato di uno Stato riconosciuto e dei diritti umani più basilari. Da decenni si combatte un conflitto dove per ogni vittima israeliana ve ne sono decine o centinaia palestinesi, perché tale è la sproporzione di risorse e potenza militare. La questione palestinese non è una guerra, ma il dramma di un popolo oppresso e privato dei suoi diritti, nell’indifferenza vergognosa di un mondo che proprio sul principio di autodeterminazione e sui diritti umani basa il suo ordinamento.

“Noi stiamo facendo questo tipo di manifestazione, perché vogliamo far capire alla gente che sta qui, in America e in altre parti del Mondo quello che sta succedendo veramente a Gaza e a Gerusalemme. Noi vogliamo fermare questo mare di sangue – ha detto Dottor Husam Alabed – studente biotech -, vogliamo aiutare le nostre famiglie che stanno soffrendo lì. Una volta capite queste cose possiamo mettere pressione al governo Israeliano di smettere di attaccare i palestinesi. Vogliamo solo la pace, dopo pensiamo alle altre cose. Vogliamo la nostra casa. La comunità internazionale deve intervenire immediatamente per fermare questa ennesima carneficina e riavviare le trattative di pace. Ma la pace è raggiungibile solo se verrà permesso ai popoli di autodeterminarsi e di convivere liberamente: lo Stato di Palestina deve essere riconosciuto e il popolo palestinese deve riavere i suoi diritti e la sua dignità”.




Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*