L’Umbria ha contribuito a scrivere la storia della Repubblica Italiana

 
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L’Umbria ha contribuito a scrivere la storia della Repubblica Italiana

L’Umbria ha contribuito a scrivere la storia della Repubblica Italiana

Ricordare l’importanza dell’unità della nostra Repubblica nel giorno in cui gli italiani scelsero per la prima volta a suffragio universale, nel 1946, la forma di Stato da dare a sé stessi e alle generazioni future, è un passaggio fondamentale: in una delle fasi più complesse della nostra storia, con spinte centripete e fughe in avanti che hanno minato, purtroppo, il nostro essere comunità. Festeggiare il 2 giugno significa celebrare quei valori che fanno da anticorpi ad ogni forma di nuovo autoritarismo”. Lo afferma il capogruppo del Partito democratico a Palazzo Cesaroni, Tommaso Bori, in occasione della Festa della Repubblica.

SINTESI
Il consigliere Tommaso Bori (Pd) interviene sulla Festa della Repubblica ricordando che “festeggiare il 2 giugno significa celebrare quei valori che fanno da anticorpi ad ogni forma di nuovo autoritarismo”. Bori sottolinea che “il 2 giugno, così come il 25 aprile, è alla base della nascita della Repubblica e della nostra carta costituzionale”. 

“L’Umbria – sottolinea Bori – anche in questo contesto ha contribuito a scrivere la storia. Dai nostri territori venne, infatti, un contributo significativo con il voto al referendum istituzionale del 1946 nell’affermazione del sistema repubblicano, che raccolse qui quasi 300 mila voti, pari al 71,9 per cento degli elettori umbri. Terza regione d’Italia, dopo il Trentino Alto Adige e l’Emilia Romagna, per affermazione del modello repubblicano”.

“Ma il 2 giugno del 1946 – ricorda Tommaso Bori – sancì anche la nascita dell’Assemblea Costituente, prima assemblea parlamentare italiana eletta democraticamente dopo la guerra con il suffragio universale, e quindi con il voto espresso per la prima volta anche dalle donne. Assemblea Costituente che con il suo lavoro diede vita alla nostra Costituzione. Il 2 giugno, così come il 25 aprile, è alla base della nascita della Repubblica e della nostra carta costituzionale. Senza il 25 aprile non ci sarebbe stato il 2 giugno e senza il 2 giugno non ci sarebbe la nostra Repubblica, che fin dalla sua nascita ha fatto propri i valori della Resistenza”.

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