Guerra Ucraina, non mancherà impegno comune di Perugia

Foto Adnkronos (Afp)

Guerra Ucraina, non mancherà impegno comune di Perugia

Durante questi sette anni non ho mai pensato che amministrare una città fosse una cosa semplice, ne abbiamo viste di diverse ma mai mi sarei aspettata di dover soccorrere chi fugge dalla guerra, augurandoci che non si debba andare oltre e che tutto questo finisca presto.


da Edi Cicchi – Assessore Comune di Perugia


Ripercorro con la mente i momenti più drammatici di questi sette anni partendo da quando appena insediati abbiamo dovuto trovare soluzioni per chi fuggiva da guerre e carestie dall’Africa e giungevano nella notte quattro, cinque, anche sei autobus e si dovevano collocare persone in altri comuni dove trovavamo le porte chiuse per cui tanti profughi rimanevano all’ostello di Ponte Felcino. Momenti in cui era la solidarietà di pochi e le tensioni di molti a farci trovare in difficoltà.

Due anni dopo in una sola notte ricevemmo ed ospitammo oltre 500 sfollati da Norcia a seguito del terribile terremoto che distrusse la città. Uomini donne bambini vecchi che arrivavano con una busta con poche cose in mano ed alcuni addirittura in pigiama. Molta solidarietà ricevemmo in quel momento, tutti offrirono quel che potevano e nel giro di un paio di giorni riuscimmo a collocare le persone negli alberghi, attivare l’assistenza per i malati, la scuola per i bambini, i trasporti per coloro che la mattina fin dalle prime ore dell’alba tornavano al lavoro. Riuscimmo persino a creare una lavanderia che non era solo un luogo utile per lavare e stirare la biancheria, ma un luogo dove le persone si potevano incontrare e raccontarsi…

Poi è stato il tempo della pandemia…I telefoni squillavano in continuazione, persone sole in isolamento, anziani i cui familiari avevano contratto il covid ed erano rimasti soli. Bambini rimasti soli perché i genitori erano in ospedale; persone che non avevano più niente da mettere in tavola per i loro figli perché il lavoro non c’era più. Coppie di medici che desideravano, magari dopo anni di convivenza, di diventare marito e moglie…
Ci siamo rimboccati le maniche e mentre tutti stavano in isolamento, l’area dei servizi sociali era al lavoro per poter dare risposte a chiunque avesse bisogno di qualcosa.

Poi è stata la volta dell’Afghanistan….qui purtroppo poco si è potuto fare perché il regime ha bloccato le partenze e pochi “fortunati” arrivati da noi hanno trovato collocazione per poi partire per altre nazioni.

Nel nostro piccolo paese abbiamo subito un nubifragio, qualche sfollato, fango ovunque e persone attonite che hanno perso i ricordi più cari magari riposti nei rustici allagati. Momenti di paura, per fortuna nessun ferito..

Ora è la volta dell’Ucraina. Una guerra sta sconvolgendo quel paese e non solo. A Perugia c’è una grande comunità Ucraina, molte donne che si prendono cura dei nostri familiari accompagnandoli anche nel momento della morte. I loro figli e le loro figlie sono lì a fronteggiare la guerra per difendere la loro democrazia e la loro libertà. Le donne con i bambini stanno partendo e molto probabilmente già da domani ci troveremo ad accoglierli. Molti saranno sicuramente ospitati dai loro familiari ma non mancherà la nostra solidarietà, non mancherà il mio e nostro impegno. Non mancherà l’impegno della rete dei nostri servizi per accogliere ospitare ed abbracciare un popolo che sta subendo l’ingiustizia più grande che possa esistere al mondo: la Guerra.

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