Chiusa la zona rossa di Giove, chiude il COC avanzato

 
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Chiusa la zona rossa di Giove, chiude il COC avanzato

Chiusa la zona rossa di Giove, chiude il COC avanzato

da Giuliano Santelli (Coordinatore Funzione Associata sud-ovest orvietano)
Chiusa la zona rossa di Giove, il COC di supporto della Funzione Associata dell’orvietano aree interne smobilita. Come tutte le chiusure si lasciamo qui sensazioni, ricordi di persone, incontri con una comunità sofferente ma determinata ad uscire da questo pesante disagio.

Dal 10 di aprile abbiamo dato il nostro contributo affinchè si uscisse da questa situazione di grande difficoltà. Abbiamo trovato una comunità viva, non rassegnata, un Comune ed un sindaco, Alvaro Parca, la sua giovane giunta fortemente impegnata con i suoi volontari, molti giovani alla prima esperienza emergenziale, supportati dal nucleo ANC, con Fabio Pesciolini, che si sono dimostrati all’altezza di una sconosciuta emergenza per tutti, anche per noi, maledettamente complicata.

Intorno a Giove siamo riusciti a costruire una rete solidale, dove altri volontari, come il gruppo comunale di Attigliano, di Lugnano in Teverina, del Cisom di Amelia, del Gruppo Comunale di Orvieto, hanno reso meno complicata questo lungo isolamento.

Non c’è stato bisogno del supporto del Servizio Regionale di Protezione Civile, merito questo di un lavoro e di una professionalità della Funzione Associata che ha seminato in questi anni, elaborando una modalità operativa sinergica in tutto il territorio. Questa esperienza è stata importante, ha dimostrato come i piccoli comuni possono far conto su un pool di persone qualificate, che hanno nei fatti supportato e pianificato ogni problema. Il ruolo di persone come Gianpaolo Pollini, responsabile della Protezione Civile della Provincia di Terni, Luca Rosciarelli della Prociv-Anci, Serena D’Andrea, di Prociv Italia, sono risultate preziosissime per qualità ed esperienza.

Abbiamo trovato anche una struttura sanitaria, con il Dott. Giorgio Sensini, la Dott.ssa Lucia Bussotti, il personale infermieristico sempre disponibile che ha permesso di sopporre al test, l’intera popolazione prevista dai protocolli.

Questo è stato indubbiamente un vantaggio, ma anche “un esperimento” unico nella nostra regione. Tamponi, test sierologici, che hanno fatto emergere anche le sieropositività altrimenti fonte di nuovo contagio. Abbiamo qui sperimentato un altro aspetto importante, il concetto di governance, dove tutte le strutture del sistema di protezione civile si sono permanentemente confrontate, discusso trovato soluzioni. Questo confronto ha permesso con la Funzione Sanità del COR e del Servizio Regionale e di attivare le strutture sanitarie del volontariato, Croce Rossa, Misericordie, Anpas, Croce verde, senza le quali non sarebbe stato possibile effettuare in poco più di 24 ore oltre 1000 test sierologici.

Ruolo fondamentale è stato anche quello della scuola di addestramento e specializzazione della Guardia di Finanza, uomini preparati, formati per intervenire con mezzi ed attrezzature NBCR, sono loro che hanno per lo più avuto contatti diretti con le persone positive al covid 19, portando loro medicine, spesa alimentare, supportandoli anche psicologicamente.

Un pensiero finale per il Sindaco, Alvaro Parca si è dimostrato ancora una volta un grande amministratore, un uomo delle istituzioni, un rappresentante della sua comunità a tutto tondo, senza remore di sorta, senza subalternità istituzionali, un Sindaco con la schiena dritta, ho visto intorno a lui maggioranza e opposizione coinvolti in un unico sforzo, niente divisioni solo impegno alla soluzione dei cittadini.

Un metodo che andrebbe applicato ovunque ci fosse un’emergenza.

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