Bando educatrici degli asili nido comunali, a rimetterci saranno soltanto i bambini

Bando educatrici degli asili nido comunali, a rimetterci saranno soltanto i bambini

Bando educatrici degli asili nido comunali, a rimetterci saranno soltanto i bambini – da Cristina Rosetti (candidata a sindaco) Si è ormai conclusa la prima fase di selezione per le educatrici degli asili nido comunali, prevista dal bando per l’assunzione di personale socio-educativo assistenziale per asili nido e scuole dell’infanzia dello scorso dicembre (determina 191 del 4/12/2018): un bando che rischia di “fare scuola” a livello nazionale per aver volutamente escluso dalla possibilità di tornare in aula i precari storici, circa una ventina di maestre con oltre 10 anni di servizio ed esperienza.

Nel bando infatti risulta giustamente necessario per il servizio negli asili il titolo di laurea triennale di Scienze dell’Educazione, ma non è stata prevista alcuna “finestra aperta” per quelle maestre che hanno già garantito per anni l’educazione negli asili ai nostri bambini. Le strade possibili da intraprendere  da parte dell’amministrazione sarebbero state numerose, ad esempio promuovere corsi formativi propedeutici al concorso; insomma qualsiasi misura possibile per tutelare i precari e riconoscere valore alla continuità didattica.

Quello che è evidente è che si è voluto far “pulizia” delle maestre storiche che garantiscono il servizio e la tutela dei neonati da anni, in discontinuità addirittura con le precedenti selezioni comunali che consentivano l’accesso al concorso senza titolo.

Oltre a questo si è ingenerata la solita confusione di scarsa trasparenza di ammissione e preselezione per cui, tra candidate ammesse al concorso senza requisiti, graduatorie dei risultati pubblicate, poi corrette e ancora ripubblicate, si è ingenerata la solita lotta tra poveri che porterà rapidamente ad una sequela di ricorsi, per i quali a rimetterci saranno soltanto i bambini degli asili comunali.

E dire che il piano di assunzione triennale del Comune 2018-2020 è stato uno dei provvedimenti sbandierati da Andrea Romizi per rimettere in ordine i servizi comunali. Peccato però che, come in questo caso, faccia acqua da tutte le parti e che a rimetterci siano proprio i servizi educativi.

In chiusura una nota tristemente ironica alla vicenda: fra le tematiche di studio per l’esame scritto elencate nel bando è indicata anche la continuità didattica, un valore a garanzia di un’educazione di qualità nei primi anni di vita, la stessa che avrebbero potuto garantire le maestre tagliate fuori in questa triste vicenda.

Rassegna stampa

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