Vaccino di Pomezia e di Oxford comincia test su mille volontari

 
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Vaccino di Pomezia e di Oxford comincia test su mille volontari

L’azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia in partnership con Oxford cominceranno fase trials su 1000 fra uomini e donne per il ChAdOx1 nCoV-19 – vaccino anti coronavirus Covid 19 – dopo che il siero ha superato bene la fase pre clinica sugli animali. Si tratta di “cavie” umane a tutti gli effetti che potranno ricevere un rimborso, fino a 700 euro, per aver dato questa disponibilità

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

«Il vaccino è basato su un vettore virale chiamato ChAdOx1, inserito dentro l’ involucro di un adenovirus isolato dagli scimpanzé – ha spiegato all’agenzia nazionale di stampa, Martino Bardelli, ricercatore ticinese coinvolto nei test di Oxford -. Il suo genoma però viene modificato per evitare che possa replicarsi o causare un’ infezione negli individui vaccinati. Al suo interno viene introdotto il gene della proteina spike del SARS-CoV-2. Quando questo vettore virale infetta le nostre cellule, stimola la produzione della proteina spike per innescare l’ attivazione dell’ immunità».

Ciò a cui punta la scienza medica e di ricerca è che il nostro sistema immunitario apprenda rapidamente e si metta in condizione di riconoscere “spike” così da sollecitare una rapida risposta tale da bloccare l’ infezione.

Spike è dotata di un ‘uncino molecolare’ (chiamato porzione RBD) con cui il virus si lega alle cellule umane incastrandosi alla molecola ‘Ace2’, (recettore importante nella regolazione della pressione del sangue). Il legame tra Rbd e Ace2 è essenziale per iniziare l’infezione. Inoltre spike ha anche una ‘forbice molecolare’ che aiuta il virus a penetrare nella cellula umana. Il legame tra Rbd e Ace2 è talmente perfetto (Rbd si incastra a perfezione con Ace2 come una chiave con la sua serratura o due pezzi di un puzzle), spiegano, che non può essere altro che il risultato della selezione naturale e non il prodotto dell’ingegneria genetica.
 
La sperimentazione clinica si svolgerà in diversi laboratori, dislocati nelle aree di Bristol, Southampton e Londra. E coinvolgerà un totale di 1.112 volontari, di età compresa tra i 18 e 55 anni, selezionati attraverso scrupolosi controlli medici. A circa metà campione (510 individui) verrà somministrato il ChAdOx1 nCoV-19, agli altri il vaccino contro la meningite: nessuno saprà il proprio gruppo d’ appartenenza.

Una volta terminata la fase 1, e confermata la non tossicità del vaccino, si passerà (verosimilmente tra fine maggio e giugno) alla fase 2, con gruppi di volontari più anziani.

“E’ la fase che ci preoccupa maggiormente – ha spiegato Andrew Pollard, virologo del team di Oxford – perché tra gli over 70 la risposta immunitaria a molti vaccini è spesso deludente. Se accadesse anche in questo caso, proveremo a somministrare dosi maggiori per rinforzare la reazione del sistema immunitario”.

L’ obiettivo, nel migliore degli scenari, è di poter contare già su un milione di dosi a settembre, disponibili per un ipotetico uso compassionevole successivo direttamente su alcune categorie di pazienti gravi. Mentre per una produzione su larga scala i tempi sono destinati ad allungarsi: più o meno un anno nelle previsioni di un’ eventuale copertura nazionale britannica, di più per una svolta globale.


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