Proietti annuncia azioni concrete dopo confronto partecipato
La Regione Umbria ha posto la salute mentale al centro della nuova programmazione sociosanitaria, trasformando due giornate di confronto pubblico in un percorso operativo che ora si traduce in azioni concrete. Il 15 e 16 dicembre, nei palazzi istituzionali del centro storico di Perugia, si sono svolte sedute plenarie e tavoli tematici che hanno coinvolto oltre 250 partecipanti tra esperti, operatori, istituzioni e associazioni, con 150 iscritti ai nove gruppi di lavoro. L’obiettivo dichiarato è stato quello di dare più forza alle persone, maggiore sostegno alle famiglie e un futuro più solido al benessere delle comunità, come riporta il comunicato dell’Agenzia Umbria Notizie.
La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha espresso soddisfazione per i risultati emersi, sottolineando come la salute mentale debba tornare al centro delle politiche sanitarie. Ha evidenziato la fragilità sociale che colpisce soprattutto i giovani, sempre più esposti a forme di disagio e malessere, e ha ribadito la necessità di un’azione corale tra istituzioni, medici e operatori per evitare che qualcuno resti solo. Proietti ha rimarcato l’intento condiviso di superare la frammentazione dei percorsi di cura, prevenire i disagi e mettere in rete protocolli e modelli capaci di garantire continuità e sostegno.
La direttrice della sanità regionale, Daniela Donetti, ha definito le due giornate un momento di grande emozione e partecipazione, in cui è stata raccolta la voce di chi vive la sofferenza mentale. Ha sottolineato che la sfida ora è trasformare le proposte in azioni concrete e condivise, costruendo un sistema sanitario più equo, sostenibile e umano. Donetti ha ringraziato i partecipanti e le istituzioni locali per il contributo, ribadendo che il confronto avviato rappresenta solo il primo passo verso un dialogo continuo.
I tavoli tematici: proposte e priorità
Il lavoro dei nove tavoli ha permesso di delineare una visione dettagliata delle sfide e delle opportunità.
- Doppia diagnosi e nuove dipendenze: richiesta di un modello strutturato di presa in carico integrata, con criteri di complessità e intensità, rafforzando la regia territoriale in linea con il DM 77/2022 e il concetto di budget di salute.
- Disturbi della nutrizione e alimentazione: necessità di continuità delle cure, uniformità di accesso, personale stabilizzato e collaborazione con il terzo settore.
- Progetto di vita e budget di salute: definizione di percorsi precisi per l’utilizzo del budget, servizi flessibili e formazione comune su modelli bio-psico-sociali.
- Prevenzione e transizione: importanza di figure specializzate come ponte tra prevenzione e cura, con attenzione alla neuropsichiatria infantile e alla figura dello psicologo di base.
- Prevenzione suicidio: proposta di un protocollo regionale unificato per la valutazione del rischio, programmi di supporto postvention e formazione di “gatekeepers” anche in contesti extra-sanitari.
- Salute mentale e carcere: istituzione di una unità di psichiatria forense, tavolo permanente con l’autorità giudiziaria e rete di strutture dedicate per percorsi alternativi.
- Integrazione ospedale-territorio: pianificazione condivisa della dimissione fin dalle prime fasi del ricovero, standardizzazione della comunicazione e percorsi dedicati per ricoveri complessi.
- Benessere dei giovani: superamento della frammentazione con un modello co-progettato, istituzione di un tavolo regionale multidisciplinare e formazione specifica per intercettare precocemente il disagio.
- Integrazione socio-sanitaria: uniformità dei criteri di accesso, formazione congiunta tra istituzioni e terzo settore e applicazione condivisa del progetto di vita.
Dai tavoli è emersa la richiesta di attivare gruppi di lavoro permanenti, sperimentare modelli pilota, definire reti e luoghi di cura, garantire professionisti qualificati e promuovere formazione specialistica multidimensionale. La Regione Umbria si è impegnata a integrare questi risultati nel nuovo Piano sociosanitario regionale, trasformando le criticità in opportunità.
Il percorso avviato rappresenta un impegno strutturale che mira a costruire una sanità basata sulla centralità della persona e sui determinanti sociali della salute. La partecipazione corale ha dato valore alla programmazione, dimostrando che la salute mentale non è un tema marginale ma una priorità sociale e politica.
La sfida ora è mantenere un dialogo costante tra esperti, strutture, pazienti e associazioni, garantendo che le proposte diventino azioni concrete. La Regione ha dichiarato che il nuovo Piano sarà il frutto di un processo partecipativo di alto profilo, capace di rendere la sanità umbra più inclusiva e vicina ai bisogni reali delle comunità.

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