Sostenibilità della sanità pubblica: il ruolo del privato
Sostenibilità – Il convegno “Sanità 833”, svoltosi il 14 novembre a Palazzo Gallenga, ha approfondito la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e il contributo delle strutture private accreditate. L’evento è stato organizzato da Aiop Umbria, associazione che rappresenta strutture sanitarie private convenzionate con il Servizio Sanitario Regionale (SSR).
Moderato da Giovanni Parapini, direttore Rai Umbria, l’incontro ha preso il nome dalla legge 833 del 1978, che ha istituito il SSN basato sui principi di universalità, uguaglianza ed equità. Questa norma ha sancito la complementarità tra strutture pubbliche e private per garantire l’accesso alle cure a tutti i cittadini.
Crisi del SSN e appelli alla politica
Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, ha evidenziato le criticità del sistema sanitario attuale: liste d’attesa troppo lunghe, sovraffollamento dei pronto soccorso e un aumento della spesa privata. “La mancanza di investimenti e di riforme coraggiose ha eroso i principi fondanti del SSN, mettendo a rischio l’accesso alle cure per molti italiani”, ha dichiarato, aggiungendo che è urgente un intervento politico per rilanciare il sistema pubblico, che include anche la sanità privata accreditata.
Complementarità pubblico-privato
Alberto Cucchia, presidente di Aiop Umbria, ha difeso il ruolo del privato convenzionato, sottolineando che le strutture associate erogano prestazioni accessibili a tutti grazie alla convenzione con il SSR. Ha inoltre precisato che la spesa sanitaria privata incide solo per l’1,7% del totale, un contributo fondamentale per ridurre le liste d’attesa e la mobilità passiva.
Gabriele Pelissero, presidente nazionale Aiop, ha aggiunto che le strutture private assicurano il 28% dei ricoveri ospedalieri e il 58% delle prestazioni ambulatoriali in Italia. “Questa collaborazione permette al SSN di funzionare, nonostante le difficoltà legate a sistemi tariffari inadeguati che richiedono un urgente aggiornamento”, ha affermato.
Dati e confronti internazionali
Durante il convegno, sono stati analizzati i dati sulla spesa sanitaria rispetto al PIL. L’Italia investe il 6,2% del PIL nella sanità pubblica, contro una media europea del 6,9%, posizionandosi al 16° posto tra i Paesi europei. Questo divario, stimato in circa 50 miliardi di euro, mette a rischio i livelli essenziali di assistenza (LEA).
Sfide e proposte future
Tra i temi trattati:
- Liste d’attesa: necessità di finanziamenti per ridurle.
- Carenza di personale: riforme per migliorare le condizioni lavorative.
- PNRR: potenziamento delle strutture territoriali.
- Ruolo degli infermieri: proposta di estendere le competenze per alleggerire i carichi dei medici.
Sara Lena e Francesco Maietta, ricercatori del CENSIS, hanno discusso la crisi della sanità italiana, attribuendola alla carenza di investimenti e a una scarsa programmazione.
Un appello per il futuro
Il rettore di Unistrapg, Valerio De Cesaris, ha sottolineato l’importanza di fare di Palazzo Gallenga un luogo di riflessione e collaborazione su temi cruciali come la sanità. Ha annunciato l’intenzione di sviluppare progetti con Aiop per sostenere studenti e dipendenti dal punto di vista sanitario.
L’evento ha ribadito l’urgenza di riformare il sistema sanitario, salvaguardando la complementarità tra pubblico e privato per garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini.

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