Sesto giorno, più guariti, 17 che nuovi positivi covid a Città di Castello

 
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Sesto giorno, più guariti, 17 che nuovi positivi covid a Città di Castello

Sesto giorno, più guariti, 17 che nuovi positivi covid a Città di Castello

“Per il sesto giorno consecutivo, ieri abbiamo avuto più guariti, 17, che nuovi positivi, cinque”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha aggiornato così stamattina la situazione dell’emergenza da Covid-19 a Città di Castello.

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“La cautela nelle valutazioni è d’obbligo, come pure continuano a essere indispensabili le precauzioni per il contenimento della diffusione del contagio”, ha rimarcato il primo cittadino, nel far riferimento all’“importante avvio dello screening della Regione Umbria con i test antigenici che riguarderanno oltre 3 mila persone, tra studenti, personale docente e non docente delle scuole secondarie di secondo grado del territorio comunale, e per i quali ringraziamo sinceramente l’impegno di Assofarm e Usl Umbria 1, ma anche la disponibilità offerta dal personale di Farmacie Tifernati e dai volontari della Croce Rossa Italiana”.

Le 200 prenotazioni per la prima settimana di tamponi sono un bel segnale di responsabilità che viene dal mondo della scuola – dalle famiglie, dai giovani e dal personale, che ringraziamo – in concomitanza con la ripresa da domani delle lezioni in presenza negli istituti superiori, un traguardo molto significativo, al quale è fondamentale dare continuità rispettando tutte le prescrizioni”, ha sostenuto Bacchetta, ricordando che in Umbria saranno ancora applicate le disposizioni della Zona Arancione.

Il sindaco ha infine dedicato un pensiero ai giornalisti nel giorno della celebrazione del patrono San Francesco di Sales, ringraziando gli operatori dell’informazione “per il ruolo di servizio alla collettività che svolgono ogni giorno”. “La pandemia non ha risparmiato nemmeno il mondo del giornalismo, esponendolo anche in Umbria a nuove incertezze e a nuovi preoccupanti scenari occupazionali – ha sottolineato Bacchetta – eppure i giornalisti sono sempre stati in prima linea nell’emergenza da Covid-19 per informare correttamente i cittadini, con la qualità professionale che è prerogativa di questo mestiere, raccontando la vita in uno scenario di morte e dando un contributo fondamentale alla tutela della salute pubblica”.

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