Sebastiani (Cnr), incidenza covid scende in 20 regioni su 21, Umbria a – 11
Le regioni che nell” ultima settimana avevano i valori piu” piccoli dell” incidenza, ossia inferiori a 1.000 casi per 100.000 abitanti, sono concentrati al Sud e sono Calabria, Molise e le due isole. “Ciò rileva il matematico – è verosimilmente spiegabile principalmente con la posizione geografica e i più bassi livelli iniziali di incidenza per via dei poli di origine della diffusione del coronavirus in Italia, storicamente localizzati nel Nord del Paese».
Di seguito i valori approssimati dell” incidenza (casi per 100000 abitanti) nell” ultima settimana nelle regioni e nelle province autonome e, tra parentesi, i valori della variazione percentuale rispetto alla settimana precedente: Bolzano 2.900 (-19), Marche 2.400 (-7), Emilia Romagna 2.400 (-15), Trento 2.300 (-24), Friuli Venezia Giulia 2.300 (-9), Veneto 2.100 (-19), Liguria 2.100 (-19), Toscana 1.900 (-14), Piemonte 1.800 (-18), Valle d” Aosta 1.700 (-27), Abruzzo 1.700 (-11), Lazio 1.500 (-1), Umbria 1.400 (-11), Lombardia 1.400 (-29), Campania 1.400 (-24), Puglia 1.300 (-51), Basilicata 1.200 (-8), Sicilia 1.000 (-2), Molise 900 (-16), Calabria 500 (-34), Sardegna 500 (+1).
La curva dell’ incidenza dei casi di Covid-19 sta scendendo in tutte le regioni e province autonome tranne che in Sardegna, dove si rileva un leggero aumento. Lo indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’ Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘ M.Picone’ , del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). “L’ analisi delle differenze settimanali dell’ incidenza nelle ultime settimane rivela che tutte le regioni/province autonome mostrano un trend di diminuzione ad esclusione della Sardegna che mostra un aumento percentuale molto piccolo tra le ultime due settimane. Lazio e Sicilia – osserva l’ esperto – mostrano diminuzioni percentuali molto piccole”.
Per Sebastiani “non appare esserci correlazione tra l’ incidenza nell’ ultima settimana e la variazione percentuale rispetto a quella precedente”. Le regioni che nell’ ultima settimana avevano i valori piu’ grandi dell’ incidenza, superiori a 2.000 casi per 100.000 abitanti, sono concentrate soprattutto nel Nord Est, con le province autonome di Trento e Bolzano e le regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Liguria. “Questo riflette il livello iniziale di incidenza da cui è partita la massiccia diffusione della variante Omicron, che era più alto in quella parte del Paese per via della diffusione avvenuta a novembre a causa soprattutto dei flussi di persone attraverso la frontiera con Slovenia e Austria“, osserva Sebastiani.

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