Presentato a Villa Umbra il progetto per i territori
Avviato ufficialmente il percorso del Piano socio sanitario regionale dell’Umbria 2023-2030, durante il convegno che si è tenuto oggi presso la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica. L’iniziativa ha rappresentato il punto conclusivo della fase preparatoria e, allo stesso tempo, l’inizio della progettazione operativa sul territorio. Oltre 200 professionisti del sistema sanitario, enti locali e associazioni hanno preso parte all’evento.
Alla presenza della presidente della Regione Stefania Proietti, dell’assessore al welfare Fabio Barcaioli e della direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti, sono intervenuti l’amministratore unico della Scuola Joseph Flagiello, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e il presidente di Anci Umbria Federico Gori.
Il Piano, che si estenderà fino al 2030, è orientato alla riorganizzazione del sistema sanitario e sociale, puntando su prossimità, presa in carico personalizzata e integrazione tra servizi. Secondo le linee illustrate durante l’incontro, saranno 23 le Case della Comunità, 16 gli Ospedali di Comunità e 9 le Centrali Operative Territoriali da realizzare nei prossimi anni. Queste strutture saranno affiancate da nuove figure professionali come Infermiere di famiglia, Psicologo di base e Fisioterapista di comunità, che lavoreranno in rete con i medici di medicina generale.
L’obiettivo centrale è garantire continuità assistenziale e maggiore equità territoriale, superando il divario tra le diverse aree dell’Umbria. Il distretto socio-sanitario diventerà l’asse portante della programmazione, in un’ottica di pianificazione integrata fondata su dati oggettivi e sull’ascolto attivo del territorio.
Durante i lavori, la direttrice Donetti ha illustrato i pilastri strategici del Piano, sottolineando l’importanza della condivisione tra i vari attori del sistema. Sono intervenuti anche i dirigenti Paola Casucci e Valentina Battiston, insieme ai direttori di distretto Emilio Paolo Abbritti e Simonetta Antinarelli.
Nel pomeriggio si sono svolti sei tavoli tematici di approfondimento, costruiti con la metodologia Metaplan, per raccogliere proposte e indicazioni operative da parte degli operatori sanitari, amministratori e rappresentanti della società civile.
Un ruolo rilevante sarà affidato al Terzo Settore, con il quale la Regione prevede percorsi di co-programmazione e co-progettazione, per valorizzare le esperienze locali e le competenze diffuse. Il nuovo impianto normativo nazionale (DM 77/2022 e D.Lgs. 62/2024) costituisce il riferimento per ridefinire l’architettura dei servizi di prossimità.
Il Piano prevede anche un ecosistema digitale integrato, che comprende il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, strumenti di telemedicina e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, per migliorare diagnosi, interventi, monitoraggio e personalizzazione delle cure. L’integrazione digitale sarà fondamentale per semplificare l’accesso ai servizi e migliorare la qualità dell’assistenza.
La formazione degli operatori è considerata un elemento decisivo, come sottolineato dall’amministratore unico della Scuola Umbra Joseph Flagiello. L’obiettivo è rafforzare le competenze e costruire reti tra professionisti, affinché l’innovazione diventi pratica concreta nei diversi ambiti della sanità pubblica.
Il convegno ha visto anche il contributo scientifico dell’Associazione italiana per la qualità dell’assistenza sanitaria e sociale (Asiquas), con l’intervento del segretario nazionale Giorgio Banchieri. Il processo proseguirà con ulteriori incontri nei territori, la restituzione dei risultati emersi dai tavoli di lavoro e l’attivazione di una piattaforma digitale per favorire la partecipazione pubblica nella definizione delle politiche sanitarie e sociali della regione.

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