Sanità territoriale pediatrica, l’Umbria firma l’intesa svolta

Sanità territoriale pediatrica, l’Umbria firma l’intesa svolta
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Prevenzione, screening e cure primarie: pediatri umbri in prima linea

La Regione Umbria e la Federazione italiana medici pediatri (Fimp), unica organizzazione con delega sul territorio regionale, hanno sottoscritto il 23 dicembre l’accordo integrativo regionale per la pediatria di libera scelta valido per il biennio 2026-2027, introducendo un modello di assistenza territoriale più orientato alla prevenzione precoce, al monitoraggio sistematico e al governo clinico dei percorsi di crescita dei bambini da 0 a 13 anni. Dopo 18 anni dall’ultimo atto del 2007, l’intesa viene presentata dalla presidente della Regione, Stefania Proietti, come un vero progetto di salute pubblica che riconosce il pediatra di libera scelta come presidio di fiducia per le famiglie e leva strategica per la sostenibilità futura del sistema sanitario umbro.​

L’accordo, frutto di un lavoro congiunto tra la Direzione regionale salute e welfare e la Fimp, mira a rafforzare le cure primarie pediatriche riducendo il ricorso improprio agli ospedali di secondo livello e garantendo risposte più rapide e qualificate sul territorio, grazie anche a un sistema premiante legato al raggiungimento di specifici obiettivi di salute. I pediatri umbri saranno chiamati a implementare programmi diagnostici e di monitoraggio avanzati, con particolare attenzione alle fasi più delicate dello sviluppo, in una logica di presa in carico continua che coinvolge famiglie, servizi territoriali e strutture specialistiche.​

Al centro dell’intesa si collocano gli obiettivi di clinical governance e di appropriatezza prescrittiva, con un focus sul neurosviluppo e sulla diagnosi precoce di eventuali disturbi del linguaggio, cognitivi e dello spettro autistico. Entra infatti in modo sistematico nella pratica dei pediatri l’utilizzo del test di McArthur a 2 anni per individuare ritardi nello sviluppo cognitivo e del linguaggio, insieme al test M-Chat a 18 mesi per riconoscere precocemente i segnali di rischio di disturbi dello spettro autistico, integrati da schede di valutazione del neurosviluppo dell’Istituto superiore di sanità da applicare a tappe definite tra 1 e 36 mesi di vita.​

L’accordo rafforza anche la prevenzione oftalmologica, prevedendo un programma strutturato di valutazione dell’acuità visiva tramite tavola ottometrica pediatrica, con l’obiettivo di sottoporre a screening almeno il 50 per cento dei bambini al compimento dei 5 anni, età considerata cruciale per intercettare difetti visivi che, se trascurati, possono incidere sullo sviluppo cognitivo e sugli apprendimenti scolastici. In caso di esito sospetto o di criticità emergenti, è previsto un invio selettivo ai servizi di neuropsichiatria infantile e alle strutture di oftalmologia territoriale, in modo da attivare percorsi diagnostico-terapeutici mirati e ridurre accessi disordinati alle strutture ospedaliere.​

Per contrastare la crescita delle cronicità in età pediatrica, il nuovo assetto introduce un percorso strutturato di rilevazione precoce del rischio metabolico e cardiovascolare, con la misurazione del BMI e del rapporto circonferenza addominale/altezza a 6 anni e uno screening specifico della pressione arteriosa a 13 anni per individuare precocemente situazioni a rischio di ipertensione e di future patologie cardiovascolari. L’obiettivo è intercettare i segnali iniziali di sovrappeso, obesità e alterazioni pressorie già in età evolutiva, così da attivare percorsi di educazione alimentare, attività fisica e presa in carico multidisciplinare prima che i problemi diventino strutturali nell’età adulta.​

Un capitolo rilevante dell’intesa riguarda l’appropriatezza prescrittiva e la sicurezza terapeutica, con un’azione esplicita contro l’antibiotico-resistenza. Viene promosso un uso più razionale degli antibiotici, privilegiando l’amoxicillina nella fascia 2-5 anni, quando clinicamente indicato, rispetto a molecole a più ampio spettro, e viene incoraggiata una gestione attenta e sicura dei corticosteroidi per nebulizzazione, calibrata per le diverse fasce d’età, con l’obiettivo di ridurre trattamenti inappropriati e potenziali effetti avversi.​

L’accordo disciplina inoltre le campagne vaccinali antinfluenzali per le stagioni 2026-2027 e 2027-2028, prevedendo incentivi per i pediatri che raggiungeranno coperture superiori al 30 per cento nella fascia 6 mesi-6 anni e al 45 per cento nei soggetti a rischio tra 7 e 13 anni, nel solco di una strategia regionale che punta a rafforzare le difese dei più piccoli e dei bambini fragili. Per migliorare l’accesso alle cure, viene potenziata la disponibilità oraria dei professionisti, con l’estensione della contattabilità telefonica fino a tre ore aggiuntive al giorno e la possibilità di ampliare l’orario di ambulatorio settimanale, così da ridurre i tempi di attesa e alleggerire il ricorso ai servizi di emergenza.​

“La firma di questo accordo è un risultato straordinario,” afferma il segretario regionale Fimp, Gianni Di Stefano, sottolineando come, dopo quasi due decenni senza un aggiornamento organico del quadro normativo, si torni a programmare in modo strutturato il futuro della salute dei bambini umbri insieme alla Regione, riconoscendo il valore e la responsabilità della pediatria di libera scelta nell’architettura delle cure territoriali. Di Stefano evidenzia che l’intesa mette a disposizione degli operatori strumenti concreti per affrontare le sfide della sanità moderna, dalla gestione delle cronicità alla prevenzione delle disuguaglianze di accesso, valorizzando il rapporto di prossimità con famiglie e comunità locali.​

L’accordo, operativo dal 2026, coinvolgerà l’intera rete dei pediatri di libera scelta delle Aziende Usl umbre e prevede che tutti i dati relativi agli screening e agli obiettivi di salute vengano caricati nel portale aziendale ECWMed, così da garantire un monitoraggio continuo dei risultati e l’analisi degli esiti in ottica di governo clinico. In questo modo, la Regione punta a consolidare l’Umbria come realtà all’avanguardia nell’integrazione tra servizi territoriali, strumenti digitali e programmazione sanitaria basata su indicatori misurabili, trasformando la pediatria di libera scelta in uno snodo sempre più strategico del sistema di cure primarie

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