Sanità, quali le strategie future in fase 2 dopo pandemia covid 19?

 
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Sanità, quali le strategie future in fase 2 dopo pandemia covid 19?

Sanità, quali le strategie future in fase 2 dopo pandemia covid 19?

di Carla Spagnoli *
I numeri sul Covid in Italia e soprattutto in Umbria ci danno maggiori speranze per una ripartenza in tutti i settori. Una ripartenza degna di tal nome ovviamente non può che iniziare dalla sanità, ma proprio questo è il punto oggi: in Umbria si stanno delineando delle serie strategie future per la sanità? Si sta pensando a come saranno organizzati e attrezzati gli ospedali?

Ad esempio l’Ospedale di Pantalla tornerà ad essere realmente l’ospedale di riferimento della Media Valle del Tevere? Verrà attrezzato, dotato di un organico adeguato e di reparti essenziali (come la rianimazione) oppure tornerà come prima, una struttura nuova ma depotenziata? A queste domanda occorre dare delle risposte subito!

La prevenzione dei problemi e l’elaborazione di efficaci strategie sono le vere unità di misura di una buona ed eccellente sanità. Purtroppo la politica portata avanti in Umbria dalla sinistra ora all’opposizione ha imboccato negli anni la direzione opposta e, invece della prevenzione, si è preferito la via dei tagli e dei non investimenti su ricerca scientifica e sanità! Basti pensare ai tagli drastici dei posti letto nel reparto di Malattie Infettive: Franco Baldelli, ex Direttore di Malattie Infettive a Perugia, negli ultimi 15 anni si era battuto per denunciare questi tagli, ma purtroppo è rimasto inascoltato…

Il risultato di questa politica miope, oggi, è sotto gli occhi di tutti: a causa della mancanza di programmazione e dei tagli di posti letto nel reparto, con lo scoppio della pandemia si è dovuto far ricorso agli altri reparti e si è dovuto coinvolgere anche altri ospedali come Foligno… Con il “sacrificio” dei reparti le attività ordinarie sono state paralizzate, gli interventi chirurgici non si sono quasi più fatti e sono stati bloccati esami e diagnosi, persino per i malati di cancro!

Di conseguenza, la situazione delle liste d’attesa è decisamente peggiorata, visto che con la ripresa delle attività ordinarie si è dovuto provvedere al recupero delle visite rimandate e allo svolgimento di nuove diagnosi e interventi. Ci risulta che negli ospedali ci siano lunghe file, con gente in attesa per ore e ammassata, con tutti i rischi di contagio!!!

Oggi il centrosinistra, dimenticando di aver governato l’Umbria per  50 anni, alza la voce sull’«attività ambulatoriale bloccata», ma chi è che non ha fatto una seria programmazione in sanità? Se ci fossero stati più posti letto in Malattie Infettive molto probabilmente gli altri reparti non sarebbero stati chiusi del tutto e non si sarebbe fatto ricorso a Foligno…

E non si può certo dare la colpa ad una giunta in carica da 7 mesi!! Tocca ringraziare il cielo se l’Umbria non è stata duramente colpita dal Covid, altrimenti il sistema sanitario avrebbe retto…? Detto questo, ci auguriamo che il centrodestra inauguri una stagione di discontinuità: adesso ci saranno nuovi posti nel reparto di Malattie Infettive?

Oggi il reparto conta solo 16 posti, sarebbe necessario ampliarlo e portarlo a 30/40 posti letto in modo da gestire efficacemente una qualsiasi emergenza.

Ogni camera dovrebbe essere dotata di un’anticamera, come già avviene negli attuali 16 posti, in modo che il personale possa  indossare i dispositivi di sicurezza nell’anticamera, entrare nella camera, curare il paziente, tornare nell’anticamera e togliere i dispositivi, gettarli nell’apposito cassonetto e uscire “pulito”.

In questo modo si garantirebbe la sicurezza di tutti, sia del personale sia di tutti i pazienti, positivi o negativi al Covid, visto che nel reparto ci sono anche pazienti negativi, affetti da altre infezioni.

Occorre una politica che sia lungimirante e sappia guardare avanti, ma anche indietro, per non ripetere gli errori commessi! A tal proposito, a livello di nomine e decisioni, è cambiato qualcosa o tutto è ancora come prima…?

Purtroppo il cambiamento non è ancora arrivato e sembra che le “teste” che dirigono l’Azienda Ospedaliera e l’Usl Umbria 1 siano ancora le stesse di prima! Il criterio delle nomine è realmente cambiato e tiene conto del merito e delle competenze oppure è lo stesso di prima, con nomine calate dall’alto, senza consultare medici ed esperti? S

i dice che ci siano problemi  all’Ospedale di Perugia per un trasferimento improvviso e inspiegabile in un reparto molto importante… Adesso che i commissari di Aziende Ospedaliere e sanitarie sono in scadenza, che metodo seguirà la giunta regionale per le nomine? Su questo tema è in gioco l’intera credibilità della giunta e del cambiamento umbro.

* Presidente Movimento per Perugia

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