SANITA’: AUDIZIONE DEL DIRETTORE GENERALE DELLA AZIENDA USL UMBRIA 2, SANDRO FRATINI

asl2_umbria(umbriajournal.com) PERUGIA – “Nei primi sei mesi di attività
unificata delle ex Asl 3 e 4 – ha detto Fratini – abbiamo iniziato il
processo di unificazione amministrativa e tecnologica di due territori
alquanto differenti fra loro, con l’obiettivo di non togliere servizi
garantiti fino ad oggi dalle varie strutture sanitarie di Terni, Orvieto,
Spoleto, Foligno, Narni e Amelia, cercando di prendere il meglio ovunque si
trovi, dato che ciascun territorio esprime competenze specifiche che ora
vanno unificate. Devo dire – ha aggiunto – che abbiamo trovato ampia
disponibilità da parte dei dirigenti a spostarsi nelle varie sedi”. Lo ha
detto ai membri della Terza commissione del Consiglio regionale (Sanità e
Servizi sociali), presieduta da Massimo Buconi, il direttore generale della
Azienda Usl Umbria 2, Sandro Fratini, nell’audizione odierna sullo stato di
attuazione della riforma sanitaria.
“Dal punto di vista amministrativo – ha spiegato – le difficoltà non
sono poche, vista la diversità delle ex Asl 3 e 4. La prima molto
strutturata, la seconda con pochi dirigenti ma molte posizioni organizzative
che svolgevano mansioni dirigenziali. E’ stata fatta una equa distribuzione
dirigenziale: 4 nel territorio della ex Asl 3 e 4 nella ex Asl 4. Dal punto
di vista tecnologico c’è da dire che nemmeno le prenotazioni in farmacia
avevano lo stesso programma informatico, per cui era urgente riformare
completamente il sistema. Tecnicamente l’obiettivo da raggiungere è un
sistema WiFi che unisca mezza Umbria con 150 mega, permettendo di trasmettere
le immagini diagnostiche e le radiografie da una struttura all’altra. L’ex
Asl 3 aveva già investito molto sulla messa in rete delle immagini, dovendo
coprire anche territori particolarmente isolati come quelli della Valnerina.
Costa circa un milione di euro, perché serve anche cambiare le macchine, una
spesa che sarà coperta in parte con i fondi ex Articolo 20, in parte con gli
apporti delle Fondazioni, già disponibile quella della Fondazione Cassa di
risparmio di Orvieto, un po’ più ‘sorda’ quella di Terni”.
“Per quanto riguarda la parte sanitaria – ha proseguito – abbiamo
rivisto l’assetto della messa in sicurezza, di concerto con Vigili del fuoco
e Nas, delle strutture ospedaliere. Grazie alla proroga concessa, Orvieto
sarà rimesso a norma come già lo sono Foligno e Spoleto, essendo ospedale
di emergenza e urgenza in zona praticamente isolata. Per Narni e Amelia,
invece, diamo per scontato che ci sarà il nuovo ospedale, quindi non c’è da
cercare soluzioni-tampone trasformando piccole strutture ospedaliere non più
idonee dal punto di vista della sicurezza”.
“Per quanto riguarda i servizi – ha detto ancora Fratini – la prima
bozza del Piano attuativo locale prevede la riduzione di oltre la metà dei
punti di vaccinazione: attualmente sono 52 ma diverranno meno di trenta, con
la chiusura di quelli che servono un numero bassissimo di bambini, che
potranno essere meglio assistiti in strutture a maggiore concentrazione.
Sul 118 siamo in attesa della centrale unica, che potrebbe essere operativa
già a luglio, ma nell’attesa abbiamo predisposto un bando di gara per
coprire il servizio in modo uniforme su tutto il territorio. Si prevede la
riduzione dei punti dove si situa l’autombulanza ed una migliore
organizzazione. Attualmente per il territorio ex Asl 3 funziona come a
Perugia e Città di Castello, ma quello dell’ex Asl 4 è ben differente: su 4
postazioni, in una sola c’è anche un infermiere, nelle altre solo volontari,
vale a dire autisti soccorritori, eventualmente integrati da auto medica con
dottore a bordo.
Entro giugno dovrebbe sbloccarsi un altro dei problemi della Asl 4, quello
del pagamento alle cooperative di servizi, che coprono una larga fetta
dell’assistenza ad anziani e disabili e, ad oggi, hanno ricevuto le quote
dovute dal sistema sanitario ma non quelle dei Comuni”.
Sempre sul versante finanziario, Fratini ha ricordato la mannaia dei 7
milioni e 800mila euro di finanziamenti in meno per il sistema sanitario
regionale: “dalla prima verifica – ha detto – siamo sotto di 3,5
milioni a giugno, ma grazie ai processi di razionalizzazione e spending
review più le entrate dai vari servizi, puntiamo al pareggio di bilancio,
mantenendo un livello adeguato dei servizi”.
Infine la spesa farmaceutica: “con l’unificazione abbiamo unito quelli che
spendono di meno con quelli che spendono di più – ha detto il direttore
– ma c’è già un accordo con i medici di base della ex Asl 4 sugli
obiettivi di spesa. Sarà fatto un monitoraggio costante della loro spesa
farmaceutica attraverso la spesa medica procapite messa continuamente a
confronto con quella di tutti gli altri territori della regione, così che
vedano come e quanto si scostano dagli altri”.
Durante la sessione pomeridiana dei lavori, su sollecitazione dei consiglieri
Nevi, Zaffini, Galanello e Mariotti, Fratini si è soffermato sulla
situazione degli ospedali di Narni – Amelia (140 posti letto, metà dei
quali per la riabilitazione. Servirà a decongestionare l’ospedale di Terni);
Orvieto (ci sono strutture che possono essere vendute e trasformate, come il
vecchio ospedale, per cui c’è già stato il cambio di destinazione. C’è una
parte della ex caserma Piave di proprietà della Usl da usare come Casa della
salute, chiudendo e vendendo altre strutture ora utilizzate); Montefalco
(l’utilizzazione della struttura dell’ex ospedale è limitata dal vincolo di
destinazione sanitaria che ancora grava su di essa); Spoleto (già a buon
punto l’integrazione con Foligno; rispetto alla questione relativa al nuovo
primario di chirurgia si sta cercando una soluzione all’altezza del livello
di qualità raggiunto negli anni dalla struttura. La riorganizzazione è
stata già fatta con l’unificazione di alcune strutture). Sarebbe necessario
rivedere il sistema della diagnostica per immagini della Asl, una possibile
soluzione potrebbe essere quella di prevedere una collaborazione col privato
che permetta di sfruttare appieno le tecnologie degli ospedali pubblici.
Fratini ha infine sottolineato che la bozza del Piano attuativo locale, che
prevede un riassetto organizzativo complessivo, verrà consegnato entro
giugno alla Giunta regionale.

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