La replica della Usl Umbria 2 alla recente segnalazione
PrometeOrvieto incalza – La replica della Usl Umbria 2 alla recente segnalazione sulla qualità dei servizi sanitari nell’area orvietana non spegne le preoccupazioni di chi, da mesi, chiede un dialogo stabile e trasparente. L’associazione ribadisce di aver tentato più volte un confronto formale con i nuovi vertici, anche tramite PEC inviate l’11 agosto 2025 e il 9 ottobre 2025, senza ottenere alcuna risposta. Un atteggiamento che contrasta con la disponibilità mostrata in passato sia dai responsabili regionali sia dai precedenti dirigenti della stessa azienda sanitaria.
La posizione di PrometeOrvieto – Florido Fratini – è netta: la volontà di collaborare non è mai mancata, ma l’assenza di un’interlocuzione diretta impedisce di affrontare criticità che, secondo l’associazione, continuano a pesare sulla vita quotidiana dei cittadini. Viene inoltre ricordato che la scelta di non pubblicare dati sensibili non è una mancanza di trasparenza, bensì un obbligo di legge. Le informazioni fornite, spiegano, sono comunque sufficienti a evidenziare problemi organizzativi che richiedono interventi strutturali.
Sul tema dei trasferimenti verso Foligno, l’associazione sottolinea come il nodo non sia il singolo episodio, bensì la frequenza con cui gli utenti dell’orvietano vengono indirizzati a strutture lontane per prestazioni non urgenti. Un fenomeno percepito come crescente e che, secondo molti residenti, alimenta un vero e proprio “pendolarismo sanitario”. Una dinamica che, oltre a creare disagi, spinge una parte della popolazione a rivolgersi al privato o a strutture fuori regione, con costi aggiuntivi e un indebolimento progressivo del servizio pubblico. PrometeOrvieto chiede numeri precisi, ritenendo che solo dati ufficiali possano chiarire l’entità del problema e guidare eventuali correzioni.
Sui LEA, l’associazione insiste sulla necessità di ricevere informazioni aggiornate e verificabili. La trasparenza, affermano, è la base per valutare l’efficacia dei servizi e individuare eventuali criticità. L’obiettivo non è intervenire sui singoli casi, compito che spetta alla Usl, ma monitorare l’andamento complessivo delle prestazioni e verificare il rispetto degli standard previsti.
Riguardo al centro prelievi, PrometeOrvieto accoglie positivamente l’intenzione dell’azienda sanitaria di riorganizzare il servizio, ma invita a evitare duplicazioni inutili, soprattutto ora che la Casa di Comunità è operativa. L’auspicio è che la nuova pianificazione tenga conto delle reali esigenze del territorio e non generi ulteriori frammentazioni.
Sul fronte delle diagnosi complesse, l’associazione respinge l’idea che la mancanza di dettagli clinici pubblici renda irrilevante la segnalazione. Il punto, ribadiscono, non è la storia di un singolo paziente, ma la difficoltà diffusa nel trovare un riferimento chiaro quando ci si trova di fronte a un problema sanitario non immediatamente classificabile. La domanda che pongono è semplice e diretta: esiste un percorso strutturato per orientare i cittadini nei casi più delicati?
PrometeOrvieto conferma la propria disponibilità a collaborare, ma avverte che non accetterà soluzioni al ribasso né interpretazioni minimaliste dei problemi. Il diritto alla salute, sottolineano, non può essere subordinato a logiche organizzative che rischiano di lasciare indietro una parte della popolazione. L’associazione chiede quindi alla Usl Umbria 2 un cambio di passo, fatto di dati, chiarezza e scelte operative che restituiscano fiducia ai cittadini dell’orvietano.

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